Torna tutto in gioco a Baku, senza riferimenti consolidati a tal punto da poter azzardare previsioni assolute. Shanghai ha dimostrato quanto lo scenario tra qualifiche e gara possa cambiare, come gli imprevisti siano in grado di riportare in partita chi, fino alla Safety Car, non poteva certo ambire alla vittoria. Sebastian Vettel e la Ferrari speravano in un altro esito, dopo la prova di forza prodotta al sabato. Un pit-stop non velocissimo e l'undercut perfetto di Bottas hanno prodotto il primo stravolgimento di fronte, nulla in confronto ai danni che avrebbe causato Verstappen.

Dall'Azerbaijan si riparte con un vantaggio di 9 punti appena su Hamilton e la Mercedes, avversari che non possono uscire ridimensionati da tre gare senza i risultati attesi. E Vettel è chiaro: «Non ho l'impressione che il dominio Mercedes sia finalmente spezzato, per me sono ancora i favoriti. Avrebbero potuto vincere in tutte le tre gare precedenti, allora avremmo parlato in modo molto diverso».

Non si sofferma troppo sull'esito dell'ultima gara, «quella in Cina è stata solo una di 21 gare e non è la fine del mondo. Abbiamo fatto tutto quel che potevamo ma le cose non hanno funzionato per noi, non mi preoccupa. La velocità è quella giusta e sono stato fortunato a conquistare un po' di punti»: c'è un week end da preparare nel migliore dei modi. Un venerdì che, finora, ha visto Kimi Raikkonen trovare più in fretta il giusto feeling con la monoposto, Seb ha risposto presente poi al sabato. Sarà interessante leggere quale copione restituirà Baku dal venerdì pomeriggio.

«Possiamo guardare con fiducia al week end che sta arrivando, abbiamo una macchina che si è dimostrata veloce su tutte le precedenti tipologie di pista, però sappiamo anche quanto sia stretta la lotta tra i primi tre team e, se per un attimo hai qualche difficoltà, gli altri sono lì. Le sfumature più piccole nel bilanciamento della macchina o nella temperatura delle gomme possono fare la differenza tra una vittoria e la sconfitta. E' qualcosa che trovo avvincente, sappiamo che se faremo tutto nel modo giusto potremo vincere», ha raccontato Seb.

Come un ritornello, non è mancato il tema mercato, la possibilità che ci sia la Ferrari nel futuro di Ricciardo, aspetto sul quale Seb ha ribadito: «Non mi interessa, siamo stati insieme in un anno complicato per me, corre bene, ha vinto in Cina. Non è una mia decisione e non avrei problemi, ma non posso certo aiutarlo io a mettere la firma su un pezzo di carta».

C'è altro di cui preoccuparsi, ad esempio del prosieguo di campionato e delle evoluzioni da mandare in campo: «Abbiamo una gran macchina e c'è tanto potenziale nello sviluppo. So quanta determinazione abbiamo e ci siamo rimboccati le maniche, non so cosa stiano preparando le altre squadre. Perciò è difficile pronosticare dove ci porterà. In definitiva, non importa quanto tu vada bene nelle prime tre gare, a essere decisive saranno le ultime tre».