Da dieci giorni Daniel Ricciardo è l'uomo sotto i riflettori del Circus. La vittoria in Cina non  solo ha ribadito le sue eccellenti doti di sorpassatore seriale, ma ha stimolato le congetture per il suo futuro prossimo. L'australiano ha sottolineato di volere una macchina vincente, lanciando un messaggio chiaro alla Red Bull, cui il team principal Christian Horner ha replicato pubblicamente, esaltando le doti del pilota e l'armonia regnante all'interno della squadra.

L'immagine di Ricciardo in Rosso dal 2019 ha scatenato parecchi entusiasmi. Piace perché è simpatico, istrionico e veloce. Inoltre rappresenta l'unica possibilità a breve termine di vedere un nome italiano al volante di una Ferrari. Quello attualmente cui è avvinghiato Kimi Raikkonen,

L'onorevole Iceman merita uno scranno da senatore a vita, tuttavia a fine stagione avrà 39 anni, undici in più di Daniel. Kimi non parla del futuro ma alla vigilia del weekend di Baku mette in chiaro di non essere un pensionando e riguardo la lotta per il titolo dice: So di avere il 100% di probabilità come tutti gli altri. Sono qui per fare del mio meglio e voglio lottare più duramente che posso. Non sarei qui se pensassi non fosse possibile”. Insomma, Kimi non è certo in pista per guardare gli altri e il suo avvio di stagione lo dimostra.

Ma la febbre Ricciardo non ha ancora intenzione di abbassarsi e prima delle libere 1 a Baku, il pilota è stato nuovamente pungolato sull'argomento Ferrari. Tanto da chiedergli se abbia già firmato un pre-contratto. Lo Smiling Killer diplomaticamente, non che in questi casi ci sia molta scelta, nega, col sorriso d'ordinanza stampato sulla faccia. Già durante la conferenza stampa del giovedì ha annunciato che penserà al suo futuro durante l'estate.

A questo punto si tira in ballo anche Vettel, già blindato dalla Ferrari fino al 2020 compreso. Il tedesco è già stato coinquilino di Ricciardo: era il 2014 e mentre il quattro volte campione del mondo viveva la sua peggior stagione, l'allora giovanissimo Daniel metteva in luce le proprie doti vincendo tre gare. Non proprio un compagno di innocuo per una stella di prima grandezza. Ma anche Vettel gioca la carta dell'ironia: “Non posso aiutarlo a firmare un pezzo di carta”. Prima di tornare serio, quasi stesse soppesando realmente l'eventualità: “Non mi dispiacerebbe, abbiamo già lavorato assieme in passato anche se per me era stata una brutta annata. E' un bravo pilota”.

Dal canto suo, a Ricciardo non dispiacerebbe un nuovo confronto interno con Vettel. "Non penso che Sebastian sia spaventato da me. E' competitivo e penso che vorrebbe una seconda chance".