Terza pole position consecutiva per Sebastian Vettel, ma le qualifiche in Azerbaijan sono state più "complicate" di quanto possa trasparire da questa frase. Il tracciato di Baku non perdona, e questo non vale soltanto dal punto di vista dei muretti che "puniscono" gli eccessi di confidenza: anche perdere il ritmo e ciò che i piloti chiamano "confidenza", oppure ritrovarsi a giocarsi il tutto per tutto su un giro singolo a causa di errori precedenti (bastano piccole sbavature, del resto), sono situazioni che possono ripercuotersi in modo notevolissimo sul risultato complessivo.

In queste qualifiche lo ha visto subito Romain Grosjean, finito bloccato in una via di fuga col cambio inutilizzabile (ci sarà da vedere se sarà costretto a sostituirlo, ma tanto parte ultimo) mentre all'opposto lo ha visto Kimi Raikkonen nel giro finale in cui ha vanificato due intertempi mostruosi per via della scodata in curva 16, praticamente l'ultima "vera" del circuito. Purtroppo il finlandese si era già complicato la vita in Q2 quando non è riuscito a completare un giro senza errori con le gomme supersoft (quelle con cui partiranno i primi cinque domani, avendole appunto sfruttate bene in Q2) e poi sbagliando anche nel primo tentativo in Q3. Così si è messo nelle condizioni per affrontare meno serenamente il giro in cui pure stava facendo un capolavoro, purtroppo anche stavolta incompiuto per la scodata nella curva finale (la 16, perché le altre fino alla 20 sono "pieghe" da full gas).

Al contrario, Vettel si era già "coperto" al primo tentativo in Q3 e così si è potuto permettere qualche esagerazione senza compromettere la possibilità di ottenere la pole. Certo, Lewis Hamilton si è avvicinato, ma a quanto pare stavolta il "party mode" non è stato sufficiente. Del resto qualche errore l'ha commesso anche l'inglese, come quando in Q2 ha rischiato di compromettere il set di gomme che userà in gara finendo lungo in curva 5, ma alla fine è riuscito in quello che è forse il suo primo obiettivo: precedere Valtteri Bottas. Il finlandese è comunque lì vicino al via e potrà giocarsi la gara.

Lo stesso vale per le Red Bull, compresi i ragionamenti precedenti. Da un lato perché essere a meno di 3 decimi dalle Mercedes pur senza "bottoni magici" è un risultato considerevole; dall'altro lato perché anche Daniel Ricciardo è sì ottimo 4°, ma ha rischiato di non passare le Q2, ritrovandosi le bandiere gialle nel giro decisivo e arrivando a poter effettuare le Q3 per aver preceduto di 1 solo decimo Lance Stroll. Se l'è cavata davvero per un soffio.

In tutta questa situazione, in gara ci sarà la variabile delle gomme utilizzate al via: i primi cinque partiranno tutti con supersoft, mentre Raikkonen e i tre a seguire con ultrasoft. Teoricamente è più favorevole partire con le gomme più dure, ma hai visto mai che avere una tattica differenziata possa aiutare la Ferrari, specialmente in caso di safety car (che non sarebbe certo anomala a Baku). Tuttavia ciò lascerà Vettel solo contro le Mercedes e quindi, se riusciranno a tenergli la scia, esposto ad eventuali undercut. Insomma, la situazione opposta rispetto a Melbourne. E quindi, anche stavolta una gara tutt'altro che scontata nelle previsioni.

Come non lo sarà nella lotta delle retrovie. In qualifica i motorizzati Mercedes hanno potuto utilizzare la "modalità festicciola", cioè non così vantaggiosa come per il team ufficiale ma comunque utile; peraltro sia la Force India sia la Williams si sono dimostrate veloci già nelle prove libere. Così si trovano davanti, specialmente Esteban Ocon e Sergio Perez (e anche il messicano ha rischiato di restare escluso in Q1), mentre Lance Stroll e Sergej Sirotkin sono appena fuori dalla top ten delle qualifiche ma avranno il vantaggio di poter scegliere la mescola del via.

Bene anche la Renault, anche se ad avvantaggiarsene sarà soprattutto Carlos Sainz dato che Nico Hulkenberg partirà 14° anziché 9° per via della sostituzione del cambio effettuata dopo le prove libere. E in gara potranno fare ancora meglio senza "bottoni". Fra i "non Mercedes powered" segue quindi Fernando Alonso, che considerando quanto appena detto non ci sentiamo certo di escludere dalla lotta tra gli inseguitori o almeno per la zona punti. Da parte sua Stoffel Vandoorne stava recuperando dopo prove libere opache, ma ha avuto i suoi giri condizionati dalle bandiere gialle per errori altrui, mancando di poco le Q2. Ma potrà risalire.

Da seguire con interesse, pur senza giustificare aspettative eccessive in termini di risultato finale, la gara di Charles Leclerc dopo l'ottimo 14° tempo, ottenuto oltretutto peggiorando tra Q1 e Q2. Ma pian piano il monegasco sta "prendendo le misure". Un occhio lo meritano anche le Haas, più indietro di quanto realmente possibile non solo con Romain Grosjean - ne abbiamo già parlato - ma anche con Kevin Magnussen solo 15°: da entrambi è lecito aspettarsi però una bella rimonta.

Come del resto la speriamo pure dalle Toro Rosso, dopo un'altra incomprensione tra i due piloti, e stavolta ben più spaventosa rispetto a quella in Cina (rischio pazzesco stavolta). Comunque con qualifiche vanificate da una foratura per Brendon Hartley (poi costernatissimo per l'episodio anzidetto) e dai danni conseguenti alla "schivata" a trecento orari per Pierre Gasly (inizialmente nervosissimo per lo scampato pericolo e poi calmatosi dopo le scuse del compagno). Però occorre che il team lavori per evitare questi malintesi, in termini di comunicazioni tra box e piloti, perché la strada per recuperare non è facile e non si possono compromettere così le gare.