I bilanci si faranno più avanti, al giro di boa stagionale, a ridosso della pausa estiva. Quattro gran premi su 21 sono un numero sufficiente per leggere indicazioni realistiche sullo stato di forma delle varie squadre. In casa Toro Rosso è un risultato, quello di Pierre Gasly in Bahrain, a sostenere la classifica Costruttori, che dice settimo posto con 13 punti. Uno, aggiunto da Brendon Hartley in Azerbaijan, primo iridato per l'ex campione del WEC. E' arrivato al termine di una gara caotica, Baku che ha evidenziato il deficit di potenza della power unit Honda rispetto ai rivali diretti, rispetto a Renault, immediata avversaria da eguagliare, nella scala dei valori.

Escono forse ridimensionate le ambizioni invernali di trovarsi in lotta per la quinta posizione nel mondiale, l'exploit di Sakhir è maturato sulla base di un'effettiva superiorità della Toro Rosso STR13 rispetto ai rivali dell'affollato centro gruppo, oltre a essere favorito dai ritiri Red Bull.

Della Honda non si può non dire del buon livello di affidabilità raggiunto, dopo quattro week end di gara si registra sì la sostituzione del turbo e del MGU-H dopo la rottura in Australia, rimpiazzati con specifiche evolute, più il motore termico sulla macchina di Gasly, danneggiato dal cedimento del MGU-H a Melbourne. E' l'aspetto più positivo che può portare con sé il motorista, in attesa che arrivino sviluppi sostanziali in grado di produrre cavalli senza intaccare l'affidabilità. Sanno bene a Sakura come debba essere il prossimo passo da compiere: «i 2,1 km affrontati in pieno alla fine del giro hanno evidenziato la differenza di potenza rispetto ai nostri avversari. Il lavoro proseguirà per provare a ridurre questo leggero gap, conservando l'attuale livello di affidabilità in vista dell'inizio della stagione europea», raccontano dopo Baku.

Luci e ombre sul rendimento di Pierre Gasly e Brendon Hartley. L'episodio in Cina si è scoperto essere lo sciagurato esito di un malinteso tra Gasly e Hartley sul punto nel quale scambiare le posizioni. Resta la manovra affrettata di Gasly, che non ha inciso sul risultato finale ma segnala la necessità di una piena maturità da coltivare.

Dal prossimo Gran Premio di Spagna, pista sulla quale il Toro di Faenza si è ben comportato negli ultimi anni, si attende il ritorno a uno stato di forma più vicino alla prestazione espressa in Bahrain che non in Cina e Azerbaijan, una necessità se vorranno coltivare quel sogno di sfida a Renault e McLaren, oggi squadre che sembrano aver prenotato i posti a ridosso degli intoccabili tre. L'impegno meno gravoso sulla power unit depone, sulla carta, in favore di un buon risultato.

Barcellona vedrà il consueto vortice di aggiornamenti tecnici, in Renault avranno evoluzioni marginali sul motore, in McLaren una MCL33 completamente rivista, Toro Rosso dovrà rispondere per conservare l'interessante incertezza che caratterizza il confronto a metà schieramento, con una Force India da non sottovalutare, fresca di sorpasso in classifica Costruttori dopo il podio di Perez a Baku.

La necessità di estendere la durata di ciascuna power unit il più possibile al limite dei 7 gran premi, al netto della rotazione del materiale in funzione dei circuiti, farà sì che si possano sfruttare due finestre per introdurre motori con novità significative, prima di incorrere in penalità. Così, si vocifera che Honda possa rendere disponibile una specifica aggiornata in occasione del Gran Premio del Canada, appuntamento mancato un anno fa, quando McLaren attendeva speranzosa un'evoluzione che non arrivò e fece sbottare Zak Brown. Rumours indicano in circa 40 cavalli il vantaggio che sarà in grado di offrire sulle piste "da motore". Saranno essenziali per proiettarsi nelle gare estive con un pacchetto più solido e in grado di contendere la zona punti con costanza.

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