Quattro ritiri con due macchine. Troppi se vuoi essere credibile aspirante al titolo. Red Bull ha lasciato sul campo troppi punti, per guai legati all'affidabilità e per incidenti. Nella stagione in cui il progetto RB14 si è dimostrato competitivo sin dall'inizio, non senza lacune legate alla power unit, a essere anello debole è stato Max Verstappen. Il duplice ritiro di Baku è inaccettabile e pesa come un macigno.

La prossima fermata sarà Barcellona, pista buona per lottare alla pari con Ferrari e Mercedes, circuito che in inverno ha mostrato i primi lampi di competitività della monoposto, a esaltarsi sulle curve del Montmelo.

Il Gran Premio di Spagna per provare ad avviare un recupero dai meno 59 punti nei quali naviga nel campionato Costruttori e i meno 33 di Ricciardo nel mondiale Piloti. Il 33, Max, ne ha ben 52 di ritardo da Lewis Hamilton. E guarda all'inizio della stagione europea consapevole che potrà essere un momento chiave del campionato, perché tutti produrranno sviluppi consistenti, potrebbero risultare modificati i rapporti di forza, i distacchi. Esserci, centrare lo sviluppo, sarà cruciale per il prosieguo. «Tutti hanno percorso molti giri a Barcellona, aspetto di scoprire come progrediranno le macchine quest'anno. Abbiamo tanti aggiornamenti in arrivo, speriamo siano positivi e che ci permettano di avvicinarci ulteriormente alle posizioni davanti, ovviamente anche tutti gli altri porteranno parti nuove. Potrebbe essere un momento decisivo della stagione e sono curioso di scoprire come andranno tutti», racconta Verstappen.

Arriverà qualcosa anche da Renault, tra benzine e ottimizzazioni della power unit, in attesa dell'evoluzione più corposa, probabilmente da introdurre in Canada: «Sono convinto che la macchina sia molto veloce, ci serve ancora un po' di velocità di punta, speriamo che arrivi».

Delle piste affrontate finora, il Circuit de Catalunya è senza dubbio quello che più si addice a Red Bull. Un vantaggio da sfruttare, per essere competitivi in qualifica, dalla quale passeranno una buona parte delle chance di vittoria in gara. «Barcellona è sempre un momento emozionante dell'anno, è l'avvio della stagione europea, quello nel quale si assiste a un notevole sviluppo delle macchine e, per certi versi, l'inizio dell'estate che amo», racconta Ricciardo. «Barcellona è una pista divertente, abbiamo girato a lungo e la conosciamo molto bene, ciononostante non è affatto noiosa e ci divertiamo ogni volta che torniamo. E' una pista che ha un po' tutto: curva 1, 2 e 3 sono pieghe scorrevoli, l'ultima sezione è molto tecnica. L'anno scorso ottenni il primo podio della stagione, proveremo a ripeterci e migliorarci quest'anno».

Nel mirino: Max, così stai deludendo tutti