E' l'unico pilota, insieme a Sergey Sirotkin, a non aver ancora ottenuto un punto. C'è di più, però, nel periodo nero di Romain Grosjean. La Haas si è dimostrata competitiva, gli episodi in Australia non sono certo imputabili al pilota francese, senza i problemi al pit-stop racconteremmo un altro film, una situazione meno problematica di quanto non sia dopo Baku. Magnussen al traguardo, fuori dalla zona punti, conquistata da Grosjean in rimonta dall'ultima posizione in griglia. Poi, l'errore da principiante, nel tentativo di mantenere in temperatura le gomme, in regime di Safety Car. Perde il posteriore in frenata, la VF-18 va a muro e, insieme alla monoposto, le speranze di un sesto posto che avrebbe fatto comodo al team. Guenther Steiner non nasconde la delusione per aver concretizzato in minima parte la competitività del progetto 2018.

«E' un errore che non ti aspetti né da un debuttante né da nessun altro. Credo non stiamo sfruttando il potenziale della macchina per arrivare a punti. Dovremmo starci piuttosto bene lì perché la monoposto c'è. In gara siamo partiti ultimi ed eravamo ottavi con Romain, dietro Perez. Un recupero di pura velocità, perché tutti avevano effettuato un pit-stop, quindi non c'entra la fortuna. Con l'ingresso della Safety Car siamo saliti sesti all'improvviso, ma andiamo a casa senza nulla in mano», racconta il team principal. Undici punti appena dopo quattro gare non possono lasciare soddisfatti.

Riguadagnata la fiducia nelle operazioni al pit-stop, va tenuto alto il morale di chi lavora nel box: «Dobbiamo dire ai nostri che non hanno fatto nulla di sbagliato, non è un tuo errore se Romain va a muro. Abbiamo compiuto un buon lavoro, pit-stop validi, preparato bene la macchina. L'intero week end, fino all'inizio della qualifica, è stato svolto molto bene. Nella posizione in cui ci troviamo, abbiamo un buon team, dobbiamo solo mettere insieme un week end, svolgere le operazioni al meglio e andrà bene».

Serve un segnale di inversione di rotta anche da parte di Romain Grosjean, al netto dell'errore di Baku non all'altezza della velocità espressa da Magnussen in apertura di campionato. Nell'incidente non sono stati richiamati problemi di funzionamento ai freni, pure un aspetto critico lo scorso anno il funzionamento del brake-by-wire, sulla Haas. L'errore, tutto del pilota.

«Al momento è come se ci lasciassimo sempre sfuggire il risultato, poi sembra che il tempo stia per finire, ma siamo solo alla quarta gara. Non dico sia fantastico, avremmo dovuto far meglio, ma non è la fine del mondo», racconta Steiner.