Nella conferenza stampa piloti del giovedì, abbastanza comprensibile fossero invitati entrambi i driver spagnoli e quindi proprio accanto a Fernando Alonso era presente anche Carlos Sainz. Il figlio del rallista esce oltretutto da una gara, quella di Baku, in cui ha ottenuto un ottimo quinto posto e dove la Renault ha mostrato un passo veloce. Su questa base, cosa è lecito aspettarsi nella gara di casa?

«Questo risultato è stata una grossa spinta motivazionale - spiega Sainz - dopo un inizio di stagione non facile. Però a Baku è andata sicuramente molto meglio. Ora però bisogna continuare a spingere, continuare a imparare e a migliorare la macchina, portarla nella giusta direzione, per cercare di continuare questa striscia positiva di risultati. Il quinto posto è un risultato ragionevole al quale puntare, perché ci sono tre team superiori e più veloci».

Quindi sei fiducioso al 100 per cento? «No, non ancora al 100 per cento, ci sono ancora alcune cose da testare e da adattare per rendere la macchina più adatta a me. Però c'è bisogno di tempo, di esperienza in pista, per fare di più e arrivare a questo 100 per cento». C'è forse la pressione del compagno di squadra, finora sempre davanti in qualifica? «Assolutamente no, perché alla fine se non ho piena confidenza con la macchina e questa non è del tutto adatta al mio stile di guida, allora nel giro di qualifica perdi quei decimi decisivi. È quello di cui parlavo prima: quando troveremo il bilanciamento che mi piace e la macchina sarà più adatta a me, allora le cose arriveranno automaticamente anche in qualifica. È una combinazione di vari fattori, ma sono fiducioso sul fatto che quando correggerò tutti questi piccoli margini, anche i giri veloci in qualifica verranno naturali e facili. Non sono preoccupato perché, ripeto, sono cose piccole e dipendono principalmente dalla macchina ancora non adatta a me».

Quindi cosa ti aspetti in questa gara di casa (domanda che viene posta contemporaneamente anche ad Alonso)? «Credo che anche stavolta ci sarà una battaglia entusiasmante al centro della griglia. Tante volte ci ritroviamo a parlare chiedendoci cosa succederà, chi sarà il più veloce tra McLaren, Force India e Renault. È bello avere tante battaglie con Fernando, con Checo, e anche le Toro Rosso tante volte sono nella mischia (i richiami sono dovuti alla presenza pure di Perez e Hartley in conferenza stampa, ndr) e questo produce delle gare molto emozionanti e divertenti da vedere. Speriamo però di poter tenere i nostri avversari dietro. Credo che finora McLaren e Renault abbiano avuto un certo vantaggio rispetto agli altri, però so che parecchi porteranno degli aggiornamenti qua, per cui dovremo continuare a spingere».

Nonostante i problemi di adattamento alla macchina di cui parlava, si fa presente a Sainz che sembra che i "capi" Renault stiano già accennando alla possibilità di prolungare il suo rapporto futuro con il team. «Non è un fatto negativo, e quindi forse anche la mia situazione con questa macchina non è così negativa come poteva sembrare. Ma la cosa importante è che sto lavorando sodo e credo che i dirigenti siano contenti anche perché vedono quanto io sia coinvolto con il lavoro che fanno e vicino alla squadra. Sono calmo e fiducioso e anche loro mi danno questa fiducia e quindi la motivazione di ripagarli con dei risultati, come è stato a Baku quando l'opportunità si è presentata».

Approfittando della presenza di Alonso e di Hartley, il discorso nella conferenza stampa scivola sulle recenti esperienze "parallele" tra F1 ed Endurance, e anche a Carlos chiedono se, potendo scegliere, preferirebbe una vittoria al GP di Spagna oppure a Le Mans. «Vincere tra 4 giorni è qualcosa che mi piacerebbe molto, non lo dimenticherei mai, nel Gran Premio di casa. È quello per cui sto lavorando al momento, ogni volta che vado ad allenarmi e ogni volta che vado a letto ho soltanto un sogno nella testa: vincere una gara di Formula 1 e poi vincere un campionato del mondo. Magari tra 10-15 anni questo cambierà e mi orienterò verso Le Mans, perché non vorrò più essere in F1. Dubito che questo accadrà, però nella vita tutto può cambiare. Ma al momento nella mia testa c'è sempre la Formula 1 e la vittoria qui».

Infine, sia a Sainz che ad Alonso viene chiesto se, visti i miglioramenti di McLaren e di Renault, se sia possibile arrivare a vedere un doppio podio spagnolo, prima o poi. «Arriverà facilmente, un giorno - è la risposta di Carlos - anche se magari quest'anno è un po' difficile. Però, chissà: Checo ha appena raggiunto un podio a Baku che nessuno si aspettava. Credo che questo sia un buon segno che possono ancora accadere delle cose fuori dall'ordinario, a volte. Però credo che al momento sia estremamente difficile: entrambi i team avrebbero bisogno di mezzo secondo o forse anche un secondo di prestazione in più, per cominciare a lottare con i top team. Ma siamo qui per fare sempre meglio… L'ho già detto molte volte: sarebbe grandioso salire sul podio con Fernando, sarebbe un sogno che si realizza, per me. Se fosse nel GP di casa sarebbe ancor meglio, però andrebbe bene anche qualunque altro posto. Se poi fossi davanti io sarebbe ancor meglio, però sarebbe comunque grandioso».

E per quanto riguarda la lotta reciproca, a fine campionato? «Difficile, ho 13 punti contro i suoi 28, c'è un bel lavoro da fare. Ma credo che la Renault sia la squadra che si è sviluppata di più nel corso dell'anno scorso, come macchina, quindi potrebbe succedere la stessa cosa quest'anno e potrei recuperare terreno».