Effetto Montecarlo. Dove ogni angolo sa di leggenda e ogni palmo d’asfalto racconta una storia, narra di un’impresa o di una disfatta con sullo sfondo il mare e il rombo dei motori che rimbalza tra i palazzi in stile Liberty, yacht kilometrici e bikini invisibili. Benvenuti sulle strade del Principato di Monaco. Dove sono stati scritti capitoli straordinari di un grande romanzo da corsa.

Quel romanzo da corsa che Autosprint con un altro imperdibile numero da collezione (in edicola da martedì 15 maggio) è andato a rileggere adesso che il Mondiale di Formula Uno è tornato nel Vecchio Continente e, dopo il round sul circuito di Montmelò, si prepara a mandare in scena uno degli appuntamenti più attesi e celebrati del Circus: il Gp di Monaco.

Ovvero una gara anacronistica, affascinante, assurda, beffarda, imprevedibile e sofisticata. Gp di Montecarlo. Principato di Monaco. La gara più prestigiosa nella cornice più glamour. Imprevedibile e drammatica come una roulette. E terreno d’espressione di veri campioni. Come ebbe a dire Nelson Piquet: “È come andare in bici nel salotto di casa”. Con 132 pagine davvero avvincenti riviviamo la grande storia del Gp più famoso del mondo, da sempre teatro di sfide leggendarie.

Dagli albori della F.1 ai giorni nostri un meraviglioso racconto da corsa, pieno di testimonianze, retroscena mai svelati e illustrato da immagini inedite.Con ancora davanti agli occhi la magnifica doppietta della Ferrari nel 2017 e alle spalle un passato intriso di trionfi, sconfitte, aneddoti, lacrime di gioia e pianti di dolore si snoda questo Autosprint Collection che celebra il mito di un Gp senza tempo, una pennellata glamour di un luogo fashion in una magnifica location. Giochi di parole a parte: un grande racconto che sgomma via veloce attraverso epoche diverse e tanti attori che da comprimari si sono trovati a essere protagonisti.

Il senso intimo di questa sfida sempre molto particolare è che quello di Monaco è il Gp più femmina che ci sia, ma mica perché è imbottito di bonazze, quello, non c’entra nulla, quello. La femminilità curvilinea dell’asfalto di Montecarlo si dà a trame magnetiche e sfuggenti, irrazionali nella loro flessuosa passionalità capace di concedersi o negarsi indipendentemente da ciò che sembra delinearsi all’apparenza sfrecciante. Perché il Gp di Montecarlo è corsa infinita, a lunghi tratti pure pallosa, laddove istintivamente sembra non poter succedere mai niente, ma nella quale sappiamo benissimo che può capitare di tutto.

Capitoli emozionanti e pagine scritte con imprese indelebili, non un romanzo ma una storia vera, raccontata da tanti protagonisti, impreziosita da foto inedite, esaltata dai ricordi dove la nostalgia non prende mai il sopravvento perché ogni volta a Montecarlo c’è sempre la voglia di vedere l’effetto che fa.

Alla vigilia del 6° round del Mondiale F.1, coi riflettori che tornano a riaccendersi andiamo quindi a rileggere la grande storia da corsa dell’unico posto al mondo che ospita un Gp di Formula Uno e un rally valido per il campionato del mondo, così importanti e famosi da risultare imprescindibili perché senza di loro non sarebbe la stessa cosa. E tutto questo grazie all’effetto Montecarlo…