Per quanto se ne possa sempre discutere se sia "sportivamente bello", è ormai assodato che le gomme siano di primaria importanza nelle gare automobilistiche e soprattutto in Formula 1. In occasione delle qualifiche per decidere lo schieramento del GP di Spagna, però, il "valzer" tra le varie mescole non è servito tanto a vivacizzare questa fase, quanto piuttosto a "incasinare" il tutto e a rendere molto meno probanti del dovuto i riscontri. In definitiva, ciò che ci deve far capire il "giro alla morte" soprattutto in Q3 è quale sia l'accoppiata pilota/macchina più veloce del lotto su una certa pista, al netto di errori (che comunque fanno parte del gioco) e di quanto percentualmente possa dipendere dalla guida o dall'hardware.

Tutto ciò a Barcellona è stato meno evidente del solito e alla fine l'unica sensazione è che il ruolo di protagonista sia stato della Pirelli. Questo a prescindere, si badi bene, dalle polemiche strumentali sulla questione che le modifiche per questo GP siano state mirate a favorire la Mercedes. La realtà è che tra nuovo asfalto e gomme modificate - ricordiamo: spessore battistrada ridotto di 0,4 mm - è stato difficile un po' per tutti "calibrarsi" a puntino sulla resa, in particolare per le gomme supersoft. E in qualifica lo è stato anche perché le temperature ambientali sono state inferiori a quanto previsto. Tanto che alla fine entrambi i ferraristi hanno deciso di entrare nei giri finali (quelli che gli hanno dato il tempo migliore) con le gomme soft anziché le supersoft, con le quali non si "trovavano" e hanno infatti commesso errori nel primo run in Q3.

Così con le supersoft la Mercedes si è assicurata la prima fila, grazie a Lewis Hamilton riuscito a guadagnare anche stavolta la pole position, precedendo di soli 4 centesimi Valtteri Bottas. Seguono le Ferrari, e se per quanto scritto in precedenza qualcuno crede abbiano ottenuto una prestazione scadente, sappia che Sebastian Vettel è 3° a soli 132 millesimi nonostante la mescola più dura (che dovrebbe risultare più lenta di almeno 3 decimi, sulla carta) e l'assenza di "party mode". Insomma, un riscontro tutt'altro che deprimente, per quanto "condanni" a una seconda fila che non favorisce su una pista, come questa di Montmelò, dove i sorpassi non sono facili. A fianco partirà Kimi Raikkonen, il cui ritardo dal vertice di 0"439 non va enfatizzato troppo in negativo, considerando quanto il finlandese sia poco avvezzo a qualifiche "poco lineari" come queste sono state e come abbia patito molto le gomme ancora troppo fredde a inizio giro.

Del resto le pur temibili Red Bull sono rimaste dietro, in terza fila, con un ritardo di 6 decimi e con un distacco di soli 2 millesimi tra Max Verstappen e Daniel Ricciardo. E pure loro hanno avuto qualche problema con le supersoft. Peraltro tutti i top team partiranno domani con le gomme soft, quelle utilizzate per i giri veloci in Q2, per cui resta tutta da vedere l'influenza che potranno avere in gara i problemi segnalati con le supersoft. Ammesso - a questo punto - che vengano effettivamente usate domenica…

In questa occasione il divario tra i top team e gli inseguitori è stato considerevole, 8 decimi abbondanti tra 6° e 7°, ma poi i distacchi sono più contenuti. Molto bene anche stavolta le Haas, entrambe in top10: sempre molto efficace Kevin Magnussen (che ha guadagnato un richiamo ufficiale in prova per aver ostacolato Leclerc) seguito a 45 ms da Fernando Alonso, a 114 ms da Carlos Sainz e a 159 ms da Romain Grosjean. Va detto che anche il francese ha avuto qualche difficoltà con le gomme, tanto da essere stato più lento in Q3 che in Q2. Anche la McLaren non è mal messa, considerando pure l'11° posto di Stoffel Vandoorne, mentre per quanto riguarda la Renault alla posizione del suo portacolori spagnolo non corrisponde quella di Nico Hulkenberg, ostacolato in Q1 da problemi di pressione (con dichiarazioni che una volta si riferivano a quella idraulica del cambio, la volta dopo a quella del carburante, ma tant'è).

Bene anche Pierre Gasly con il suo 12° crono e Charles Leclerc con il 14°, entrambi davanti a una Force India (Esteban Ocon e Sergio Perez rispettivamente). Però la Toro Rosso non ha certo da festeggiare, con una macchina da ricostruire quasi da zero: parliamo di quella di Brendon Hartley andato a sbattere in velocità in curva 9. È solo per questo che le Williams non partiranno entrambe in ultima fila, dove troveremo Sergey Sirotkin non perché sia stato più lento di Lance Stroll (anzi) ma per via della penalità di 3 posti datagli nella scorsa gara di Baku.