Sebastian Vettel ha il volto rassegnato di chi ha perso nonostante abbia dato tutto. E così è stato. Al GP di Spagna è scattato bene dalla terza posizione passando all'esterno la Mercedes di Bottas alla prima curva, dopo averne sfruttato la scia, strappando nuovamente il secondo posto al finlandese al giro 20, quando Bottas stava rientrando dal pit-stop. Una gara da gladiatore, un quarto posto che non rende giustizia ai suoi sforzi. La cruda realtà è semplice: la Ferrari al Montmelò andava meno rispetto non solo alle Mercedes, ma anche alle Red Bull.

Durante i primi giri, non solo Vettel non riusciva a tenere il ritmo di Hamilton, dominatore assoluto del GP, ma era costantemente incalzato dal superato Bottas. E a nulla è servita la carta del tutto per tutto Ferrari, che al giro 42 ha chiamato per la seconda volta ai box Vettel per montare un nuovo set di pneumatici medium (bianchi). Con le gomme più fresche il tedesco non riusciva a tenere il passo dei piloti Mercedes, né era in grado di prendere Verstappen, passato in terza posizione approfittando del secondo pit stop di Vettel. Che la Ferrari, unica a scegliere la strategia a due soste, abbia poi optato per le bianche avendo ancora a disposizione un treno di Supersoft nuove per la SF71H numero 5, la dice lunga sul feeling della Rossa con le gomme portate al Montmelò. Non utilizzate nemmeno nel secondo tentativo durante le Q3 del sabato, altra scelta significativa considerando che gli altri top team hanno montato le rosse.

E gli uomini Ferrari non hanno gradito la sostituzione voluta da Pirelli prima della gara: a causa del recente riasfaltamento del tracciato, ha assottigliato di 0,4 mm i battistrada per scongiurare problemi di surriscaldamento (e conseguente blistering), a set già assegnati. Il team principal Maurizio Arrivabene, prima della gara ha commentato ai microfoni di Sky: “Non è nello stile Ferrari lamentarsi. Ma una cosa è essere consultati, una cosa informati. Noi siamo stati informati”.

Vettel, quarto al traguardo con Hamilton che si invola in classifica, dopo il Gran Premio ha sottolineato:  "Oggi era difficile mettere la vettura nella giusta finestra, perché avevamo problemi di bilanciamento. Ho faticato con le gomme che avevamo questo weekend e forse il cambiamento di queste ha avuto un impatto più negativo su di noi che su altri".

Non si tratta di banali scuse accampate dal perdente, ma di un dato di fatto, considerando inoltre i 27 secondi di ritardo con cui ha tagliato il traguardo rispetto al vincitore. "Hamilton era semplicemente più veloce – ha aggiunto Vettel-. Dopo la sosta la situazione è un po' migliorata, ma poi non avevamo scelta e dovevamo fare un altro pit stop".

Una divario prestazionale anche nei confronti della Red Bull. Mentre Verstappen rimaneva irraggiungibile, Ricciardo macinava giri veloci alle sue spalle: "E' stata una sorpresa. Aveva (Verstappen, ndr) anche un danno all'ala anteriore, che però non sembra averlo rallentato troppo. Le nostre gomme erano un pochino più fresche, ma incredibilmente hanno concluso in condizioni peggiori delle loro. Sentivo tante vibrazioni e dobbiamo cercare di capire perché".

Gli pneumatici hanno certamente giocato un ruolo importante in questa disfatta catalana per la Scuderia, tuttavia è utile ricordare che la Mercedes, escludendo il doppio suicidio del 2016, nell'era ibrida ha sempre vinto al Montmelò: "Le gomme sicuramente sono state diverse questo weekend, ma lo sono state per tutti, quindi ci è mancato qualcosa”.