I chilometri equivalenti a due Gran Premi di Spagna alle spalle, in una giornata che è servita per togliersi ogni dubbio, di possibili, diversi, esiti con i “se” e i “ma” legati alla scelta delle gomme effettuata dalla Pirelli. Sebastian Vettel ha completato 136 passaggi a Barcellona, prima giornata di test infracampionato destinata alla ricerca di risposte al perché, la Ferrari SF71H, abbia faticato più degli avversari nello sfruttare (e far durare) al meglio le mescole. Con un verdetto: «Solitamente non hai l'opportunità di rivedere il tipo di decisioni che sono state fatte, con i dati a disposizione dopo la giornata odierna, credo che il risultato, se avessimo avuto le gomme normali domenica, sarebbe stato anche peggiore».

La miglior prestazione di giornata è stata ottenuta con la gomma morbida e battistrada “standard”, non ridotto di 0,4 millimetri, misura adottata dalla Pirelli per ovviare all'eccessiva temperatura sviluppata sulla superficie della gomma per le caratteristiche del nuovo asfalto. Comprendere perfettamente come intervenire sulla monoposto perché non si ripeta lo stato di forma insolitamente al di sotto delle aspettative visto domenica in gara. «Credo sia stata una decisione saggia, è stato un nostro errore non aver capito come degradavano le gomme. E' positivo avere a disposizione questo test per effettuare dei confronti, adesso abbiamo delle idee che dovremo tradurre in realtà, per noi è positivo poiché non siamo stati abbastanza bravi, non sufficientemente veloci, è stato più difficile far durare le gomme. Le due cose sono collegate, spetta a noi, adesso, agire». Così, Sebastian Vettel.

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Il supplemento di chilometri arriva in una fase del campionato nella quale il lavoro tra le squadre non potrebbe essere più diversificato. In Ferrari non si è lavorato in ottica Montecarlo, la gomma Hypersoft – che verrà impiegata nel Principato – non è entrata in gioco nei 136 passaggi effettuati al Montmelò: «Qui non possiamo imparare molte cose utili in vista di Monaco, che è una pista molto diversa. Si trattava di capire la macchina, scoprire i punti deboli e assicurarci di intervenire, compiere i passi giusti per essere competitivi su piste come questa. Monaco è troppo diversa e non possono effettuarsi confronti, abbiamo una buona macchina e sappiamo di essere competitivi lì. Sappiamo quali sono i nostri problemi, spiegano le prestazioni che abbiamo avuto, adesso dovremo spremere la macchina al massimo».