Sono due strade affascinanti quelle affiancate alla McLaren, per un impegno nelle competizioni che non sia solo ed esclusivamente Formula 1. In veste ufficiale nel nuovo WEC, chissà. Forse anche la Indycar. Gli scenari recentemente tornati d'attualità non sono una novità assoluta. Di una partecipazione al mondiale endurance e un impegno alla 24 Ore di Le Mans se ne discute dall'insediamento di Zak Brown al vertice del comitato esecutivo, dall'apertura dell'era post-Dennis. La categoria si trova in una fase transitoria, in attesa di riconfigurarsi nel 2020, un Jean Todt determinato a ridurre i costi e rendere allettante il WEC per i costruttori. Classi differenziate tra loro, un vertice, oggi LMP1, che potrebbe cambiare nome e, certamente, regolamento tecnico. La volontà del presidente FIA è di ridurre il divario prestazionale tra le Classi.

L'interesse McLaren guarda al nuovo vertice che sarà, impegno che diverrebbe ancor più interessante se dovessero andare in porto i piani di limitazione del budget in Formula 1, ambiziosamente si lavora a una soglia massima di 150 milioni di dollari a stagione (orizzonte 2021), più realisticamente si porterà l'asticella in quota 200 milioni, dalle ultime indiscrezioni circolate.

Zak Brown, nel week end del GP di Spagna, ha parlato della possibilità che McLaren torni a correre le gare endurance e la 24 Ore di Le Mans, vinta nel 1995 con la F1 GTR: «Con i nuovi regolamenti in arrivo nel mondiale endurance, stiamo partecipando agli incontri ed esaminando quel che sarà. Siamo dei tifosi del marchio Le Mans. Prenderemmo in considerazione un impegno nella nuova categoria, in qualsiasi modo si chiamerà: GTP, silhouette, LMP1, ho sentito diverse sigle. Credo che quel che è avvincente sia provare ad andare a Le Mans e ottenere la vittoria assoluta, è quello il massimo valore per un team».

Lavori in corso per definire una volontà chiara. Altri rumours, poi, estendono gli orizzonti della divisione corse del gruppo inglese, al di là dell'Atlantico. La Indycar quale terzo, principale, impegno sportivo. La partnership con Andretti Autosport ha consentito lo scorso anno ad Alonso di correre la 500 Miglia di Indianapolis, che sarà di nuovo terreno di caccia, all'inseguimento della Tripla Corona. Una McLaren impegnata su tre fronti potrebbe essere argomento ulteriore da spendere nelle discussioni sul prolungamento di contratto con Fernando Alonso, fermo restando che gli scenari sul WEC guardino al 2020 e Fernando correrà la Super Stagione 2018-2019 con Toyota.

 

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«Lo scorso anno abbiamo corso la Indy 500, il mercato nord americano è importante per noi e siamo dei fan delle gare IndyCar. Mentre guardiamo alla gestione del budget cap, pensare ad altre forme di impegno nelle competizioni è qualcosa che stiamo considerando», ha commentato Brown. «Il progetto Indianapolis 500 dello scorso anno, quando l'ho proposto e ho spiegato agli azionisti che era commercialmente fattibile e che saremmo stati competitivi, non c'è voluto molto perché dicessero “Facciamolo, ottima idea”. Da questo punto di vista, quindi, è un gruppo fantastico col quale lavorare».