Quello di Monaco è un appuntamento che tradizionalmente, così come offre tante "distrazioni" nell'ambientazione, non ne ammette invece nessuna quando si guida tra i guard-rail o tra cordoli che in realtà sono poco più che marciapiedi riverniciati. I 3.337 metri di circuito (con 19 curve ufficiali) ricavati giusto per l'occasione nelle strette e tortuose stradine del Principato sono una vera sfida di pilotaggio, ma anche dal punto di vista tecnico vi sono alcune particolarità. Per esempio qui si trova la curva più stretta del Mondiale, quella che quasi tutti ricordano come "Loews": un tornante talmente stretto e lento (poco più di 40 km/h) che gli ingegneri devono mettere mano al sistema di sterzo e spesso anche alla sospensione anteriore per ottenere abbastanza capacità di voltare.

Dal punto di vista del set-up generale, qui si viene con il massimo carico aerodinamico ottenibile (tanto non vi sono questioni di velocità massima) e cercando anche il massimo grip "meccanico", per avere trazione nelle marce basse e stabilità in frenata che siano le maggiori possibili. Aver riasfaltato il fondo tra le curve 7 e 15 (cioè tra Mirabeau e Piscine) e nel rettilineo di partenza, che è anche l'unico punto dove poter azionare il DRS, potrebbe aiutare da questo punto di vista, così come la presenza delle inedite mescole morbidissime portate dalla Pirelli. Parliamo di hypersoft, ultrasoft e supersoft (con colorazione rosa, viola e rossa rispettivamente) possibili perché le velocità in gioco e le caratteristiche della superficie rendono questo il tracciato meno gravoso in assoluto sui pneumatici.