Nell'iconografia classica il Pilota è sprezzante del pericolo, audace e temerario fino a rasentare l'incoscienza. Altrimenti non tributeremmo culti pagani a Villeneuve, Hunt, Depailler. Tuttavia il coraggio e il sacro fuoco che spingono al giro a vita persa devono, se si parla di campioni, convivere con razionalità e visione strategica. Con la testa, per dirla molto banalmente.

Qualità che difettano evidentemente a Max Verstappen, spettatore dai box delle qualifiche del GP di Montecarlo, dopo aver schiantato la sua Red Bull RB14 durante le libere 3. Mancano otto minuti al termine della sessione e mentre è in testa alla classifica tempi, l'olandese volante, urta con l'anteriore destra la barriera all'uscita delle Piscine, rompendo il braccio dello sterzo e andando a impattare contro le protezioni. Il team è costretto a sostituire il cambio della monoposto, danneggiata nell'incidente, Verstappen a guardare i colleghi girare col volto del bambino che l'ha combinata grossa. Per la seconda volta, fotocopiando l'incidente di due stagioni fa. 

Tra le tante bravate commesse dal recidivo bambino prodigio in quattro anni di Formula 1, questa rimarrà negli annali, per il semplice motivo che Monaco potrebbe essere l'unica pista dell'anno in cui Red Bull è superiore a Ferrari e Mercedes. E dunque Verstappen ha privato il team di una prima fila quasi certa, lasciando il compagno di squadra Ricciardo, splendido poleman, a vedersela con Vettel e Hamilton. 

Tanto che Christian Horner, team principal Red Bull, stavolta sgrida pubblicamente il monello: “Questo circuito morde e lui è stato morso veramente forte oggi, in una sessione che non contava nulla, a parte per il set-up”. 

Giusto per mettere in chiaro la cristallina inutilità di voler spingere come un dannato nelle FP3 come fosse l'ultimo tentativo delle qualifiche. “Ha una macchina capace di vincere questo Gran Premio – sottolinea Horner – e questo fa ancora più male perché non capita spesso di avere l'opportunità di vincere il GP di Monaco”.

Padre sfiancato dalle intemperanze filiali, Horner “spera che (Verstappen, Ndr) abbia imparato dal proprio errore". “Abbiamo una grande macchina, è un pilota eccezionalmente veloce e sarebbe stato in grado di competere per la pole oggi e per l'intero team è una situazione frustrante”. Verstappen è capace di rimonte epiche, vedi lo scorso anno in Cina, tuttavia Montecarlo non è Shanghai. E il figliol prodigo Ricciardo, autore di una pole cristallina, l'ha detto senza mezzi termini: “Il suo weekend è rovinato”.