Si potrebbe obiettare che Vettel e la Ferrari avrebbero potuto, dovuto, osare di più, per scalzare Ricciardo e la sua Red Bull in difficoltà dal primo posto del Gp di Monaco. Tuttavia col senno di poi e coi se son capaci tutti, mentre durante i 78 giri monegaschi ad Arrivabene e ai suoi è probabilmente parso più saggio portare a casa un dignitosissimo 2° posto, recuperando punti sull'impotente Hamilton. 

Non era giornata per tentare il colpaccio. Vettel ha provato alla partenza a fregare il poleman Ricciardo, tentando l'attacco alla Santa Devota ma il pilota Red Bull si è difeso con efficacia. Vettel ha tenuto il ritmo della Red Bull di testa, con la Scuderia che l'ha chiamato ai box subito dopo Hamilton per coprire la strategia Mercedes e consentendogli di rientrare 3° davanti a Bottas. La svolta mancata al giro 27, quando Ricciardo comunicava al proprio muretto di patire una perdita di potenza. Tuttavia anche senza la conferma da parte di Adami, Vettel aveva capito da solo che l'australiano navigava in cattive acque, costretto a bloccare le ruote per non tamponarlo a causa della perdita di velocità improvvisa. 

Ma le difficoltà di Ricciardo non sono bastate: l'australiano ha gestito alla grande, certo facilitato dalla peculiarità del lento circuito cittadino, i guai alla sua RB14 e Vettel non ha mai trovato né cercato un varco. “Mettigli pressione” gli è stato suggerito dal muretto Ferrari, più sperando in un errore del pilota Red Bull che in una vera possibilità di sorpasso. In più, nel finale, la McLaren di Vandoorne uscendo dai box si è frapposta tra la Red Bull e la Rossa, decretando anticipatamente la fine dei giochi. 

Non molto emozionanti nelle posizioni di testa, a dirla tutta. Vettel, al pari di Hamilton, ha dovuto fare i conti col degrado delle gomme:Non avevo molta confidenza con gli pneumatici – ha dichiarato a fine gara – avevamo il ritmo ma è una gara insidiosa. Durante il primo stint sono riuscito a tenergli dietro con facilità, poi ha iniziato spingere più forte e faticavo a stargli dietro. Ho dovuto tenere sotto controllo le gomme per tutto il tempo. Nel secondo stint è stato lo stesso. Pneso abbia avuto una problema con la sua MGU-K, pensavo che sarei riuscito a prenderlo ma nuovamente non avevo confidenza con le gomme e ho perso parecchio, altrimenti sarei riuscito a tenerlo sotto pressione fino ala fine”. 

Un calice comunque da vedere mezzo pieno, considerando che al leader della classifica Hamilton è andata peggio e i 3 punti rosicchiati consentono di ridurre il distacco in classifica a 14 lunghezze. In attesa di Montreal: “E' una pista totalmente diversa, con maggiori possibilità di sorpassare, staremo a vedere”.