Montecarlo e i suoi trenini domenicali, storia di Gran Premio - Monaco 2018 – che meriterebbe anche una strofa in Viaggi e Miraggi di Francesco De Gregori. I 78 giri portati (con successo) a casa da Daniel Ricciardo hanno condizionato il passo di tutti gli altri protagonisti, già tema della nostra analisi del gran premio. E, puntualmente, ci si interroga se (e come) sia possibile cambiare spartito, suonare altre note nel Principato e immaginare gare più incerte e combattute. Lewis Hamilton e Fernando Alonso, due voci a sottolineare un ordinario pomeriggio di noia. Lenito dal podio nel caso di Lewis, un discreto risultato mancato causa ritiro per Fernando.

«Siamo andati a passeggio già dal giro 6, forse. Letteralmente a passeggio. Non è stato un vero correre, eravamo rallentati e pensavamo solo ad arrivare alla fine. Non so se sia stato avvincente da guardare, per voi. Se lo è stato, nessun problema», ha raccontato Hamilton in conferenza stampa, considerazioni innestate sul tema gomme e sul rendimento della Hypersoft.

Nelle scorse settimane si è affacciata, direttamente dalle parole del principe Alberto, la possibilità che in futuro Montecarlo proponga un tracciato un po' diverso, più lungo – metri da sfruttare nel nuovo quartiere che verrà realizzato strappando porzioni di terra al mare, una “deviazione” che maturerebbe in uscita dal Mirabeau basso e prima del Portier – servirebbero anche centimetri in più nell'ampiezza delle strade, vero limite a qualsiasi manovra di attacco. Complice l'incremento di 20 centimetri in larghezza delle monoposto, negli ultimi due anni le strade di Montecarlo si sono ristrette al punto da rendere impossibile un tentativo di sorpasso.

«L'evento ha l'attesa più alta tra tutte, è la gara più speciale dell'anno. Pensavo come sia un peccato che la gara non risulti altrettanto emozionante come l'intero spettacolo e il circuito. Non c'è un posto uguale, penso che la Formula 1 debba applicare una norma diversa o un programma differente. Non dovresti poter correre su una singola sosta qui. Forse serve un format diverso o qualcosa, le cose dovrebbero essere un po' più mescolate, non so come.

Se guardi alla Nascar, mandano in pista un mucchio di safety car senza motivo, per raggruppare tutti. Ci sono come 100 bandiere gialle in gara per mettere tutti insieme. Qui forse avremmo bisogno di correre due gare, chissà. Sono stati i 78 giri più lunghi di sempre, lo sono stati sul serio», aggiunge Hamilton.

«L'altro giorno dicevo al principe Alberto che forse è giunto il momento di allungare la pista, giriamo in 1'11”; ci sono altre strade, la cambiamo questa pista grandiosa per renderla migliore? Dal punto di vista del pilota, non spingevamo affatto, abbiamo dovuto alzare il piede in modo esagerato. E' folle quanto poco stessi spingendo, meno di quanto non abbia mai fatto».

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Un carosello tutt'altro che avvincente, altra cosa rispetto alla sfida assoluta della caccia alla pole position. E anche Fernando Alonso non può nascondere l'evidenza: «Sì, vedrò la 500 Miglia di Indianapolis, perlomeno mi divertirò, perché di certo le persone che hanno assistito alla gara odierna l'hanno trovata un po' soporifera. Estremamente noiosa, probabilmente la gara più noiosa della storia, senza una safety car o bandiere gialle. Penso che lo sport debba pensare un po' allo spettacolo, tutto ciò è deludente, mi sono limitato a seguire la macchina che avevo davanti. Monaco, con queste macchine così larghe diventa la gara più noiosa. Forse dovremmo offrire qualcosa ai tifosi per compensare il prezzo del biglietto che hanno pagato».

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