Aspettando Renault, aspettando progressi sulla power unit che permettano a Red Bull e Daniel Ricciardo di lanciare una sfida costante a Hamilton e Vettel. Stagioni di inferiorità tecnica della power unit nei confronti di Mercedes hanno individuato in quattro gare gli appuntamenti da non mancare: Monaco, Ungheria, Singapore e Abu Dhabi. Servirà altro, servirà la dimostrazione di poter essere vincenti anche su altre piste, a partire dal Canada. I numeri dicono di un divario di 38 punti da Lewis Hamilton nella classifica iridata, pur con due ritiri a pesare sul bilancio 2018 di Ricciardo. E' un'ambizione coltivabile, lottare per la vittoria finale? «Credo sia una domanda naturale dopo una vittoria e penso mi sia stato chiesto dopo la Cina se quella volesse dire che siamo in lotta per il titolo. Lewis ha ancora un buon margine di vantaggio, non è impossibile ma non è realmente tra i primissimi pensieri che ho in mente. Se anche fosse non cambierei ovviamente il modo di guidare o di provare l'attacco», ha raccontato Ricciardo dopo il trionfo monegasco.

Delle sei gare che porteranno la Formula 1 al break estivo, cinque metteranno alla prova la competitività della power unit, prima di chiudere su un Hungaroring di nuovo “amico” di Red Bull. Cerca conferme, Daniel. E spiega: «Sì, Montreal sarà interessante, proverò a ottenere qualche podio in più ma dovremo dimostrare, probabilmente, almeno su un altro circuito, prima della pausa estiva, che possiamo vincere nuovamente. Poi, forse, potremo avere una piccola piacevole remota possibilità».

Dalla power unit Renault si attendono cavalli in modalità qualifica quanti ne riescono a garantire Mercedes e Ferrari, non i cedimenti sofferti al MGU-K, prima ancora al turbo (in Cina), senza contare i problemi legati al sistema di alimentazione scontati dal team ufficiale in Spagna. Dal Gran Premio del Canada dovrebbero arrivare sostanziali sviluppi e si scoprirà quanto la scommessa iridata di Ricciardo sarà coperta nella fase centrale del campionato.

Christian Horner non si lascia sfuggire l'occasione per evidenziare quale sia il limite attuale e rimanda, ovviamente, a Renault: «Abbiamo un buon telaio sin dalla prima gara, il problema è sempre stato al sabato. Qui avevamo la pole e abbiamo vinto la gara anche con un problema. Se riusciremo a migliorare i nostri sabati, allora saremo competitivi in gara. E' il quarto giro più veloce in gara che marchiamo in sei gare, se riusciremo a migliorare le prestazioni al sabato e ottenere un po' più di potenza in Q3, allora non c'è motivo per cui non dovremo poter rendere la vita difficile a Mercedes e Ferrari».

Due vittorie in sei gran premi, la dimostrazione di avere tra le mani una monoposto potenzialmente vincente. Era quel che, in inverno, Ricciardo chiedeva per poter programmare il futuro, la fase cruciale della propria carriera. Rinnovare con Red Bull o ambire alla tuta Mercedes o Ferrari? Se Red Bull, con quale power unit traghettare verso il nuovo scenario regolamentare del 2021? Chi consiglia una permanenza a Milton Keynes, da faro della scuderia, è Lewis Hamilton: «Immagino il suo suo futuro lì, è uno dei top driver e ci sono solo Ferrari e Mercedes tra le squadre al top che potrebbe considerare, ma è improbabile che arrivi qui (in Mercedes; ndr), non credo accadrà. Anche guardando alla Ferrari, immagino Kimi vorrà continuare, sta guidando davvero bene quest'anno e non sembra invecchiare. Da quel che ho sentito, Ricciardo ha un compagno che guadagna molti più soldi di lui, che pure è più consistente nel tenere insieme la macchina . E' importante in un team che tu venga valutato per quello che è il tuo valore. Al momento è probabilmente il pilota di riferimento in quel team, non è un cattivo posto nel quale essere. Arriverà il momento in cui Red Bull avrà un motore e allora saranno ancor più vicini nella mischia, lui deve solo restare concentrato e fare quel che sta facendo».

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