Non solo il Gran Premio del Canada da preparare. Con Fernando Alonso impegnato nei test al volante della Toyota TS050 Hybrid a Le Mans e Zak Brown “in trasferta” a Detroit nel week end alle spalle si toccano i due possibili terreni del futuro impegno McLaren: mondiale Endurance e IndyCar. Entrambe, categorie monitorate da vicino, la IndyCar potrebbe registrare uno sbarco del team di Woking già il prossimo anno e accanto a Zak Brown il consigliere pregiato, da poco entrato nell'organigramma, è Gil De Ferran. Già  vicinissimo ad Alonso nell'esperienza della Indy 500, c'è un altro aspetto che il pilota brasiliano dovrà monitorare e sviluppare: «E' un consulente speciale, è salito a bordo e riporta direttamente a me. Ci sta aiutando con i nostri giovani piloti, soprattutto con Stoffel e Lando. Non siamo certi del perché non siamo stati bravi nel coltivare giovani piloti a parte Lewis. E' stato un problema di piloti o nostro? Kovalainen, Magnussen, Perez...

Poi se dovessimo correre la IndyCar conosce quel posto a fondo. E' un racer dalla testa ai piedi, è positivo avere un'altra mente da corsa nel garage, perché non facciamo mai abbastanza bene. Dovremmo far meglio di quanto non stiamo facendo, lui sta dando uno sguardo intorno», racconta Brown.

McLaren al di sotto delle aspettative, quella vista finora. Il progetto MCL33 verrà portato avanti da un gruppo tecnico riorganizzato nelle responsabilità dopo l'uscita di Tim Goss. Uno dei problemi più rilevanti resta la penalizzazione in velocità massima scontata dalla veste aerodinamica della monoposto 2018, destinata a incidere sui rettilinei di Montreal. Ai progressi ottenuti con gli sviluppi introdotti in Spagna dovranno seguirne molti altri e l'ambizioso obiettivo di raggiungere Red Bull nel livello di prestazioni durante la stagione appare fuori portata.

I movimenti interni al gruppo McLaren registrano, poi, l'arrivo di un nuovo investitore in Michael Latifi, risorse che non andranno solo alla divisione Racing, ne beneficerà l'intera compagine. Racing a tutto tondo è l'idea verso la quale portare il marchio nei prossimi anni, forse una carta in più da sfruttare per il rinnovo contrattuale di Fernando Alonso.

«La nostra priorità è e resterà sempre la Formula 1, perciò ogni volta che esaminiamo un'altra attività da corsa il primo criterio è che non comprometta in alcun modo gli sforzi in Formula 1. A parte ciò, non c'è un ordine particolare nel quale prendiamo in esame altre categorie, sono tutte ugualmente importanti: dovremo assicurarci di essere competitivi e che siano attinenti al nostro marchio e sostenibili dal punto di vista commerciale e di quel che vogliono i nostri partner», sottolinea Brown, parole riportate da Racer.

«Se guardiamo alla IndyCar, il mercato del nord America è importante per i nostri affari in ambito automobilistico e della divisione Applied Technologies. McLaren è formata da un gruppo di uomini con le corse nel sangue e amiamo gareggiare il più frequentemente possibile e possiamo essere competitivi. Lo stesso può dirsi per il mondiale Endurance e Le Mans. Ci piace gareggiare con i prodotti che realizziamo, tanto il mondiale che Le Mans stanno cambiando nei regolamenti e passando dai budget che sono stati necessari a quelli che dovrebbero essere». Oltre ai costi, risorse tecniche che da una Formula 1 destinata alla riduzione delle spese dopo il 2020 potrebbero essere reimpiegate su altri progetti, quale il WEC.