Mescole uguali, tracciature opposte. Lentissima Monaco, velocissima Montreal. Eppure, accomunate dalla necessità di una precisione millimetrica, passaggi a sfiorare il guard-rail nel Principato che diventano muretti in Canada. Soprattutto, però, le sollecitazioni superiori sulle gomme nel passaggio sui cordoli, da aggredire per centrare la prestazione. Come massima dovrà essere la resa in trazione, altro aspetto, insieme all'impegno in frenata, che rileverà da venerdì prossimo. Primi turni di libere solitamente interlocutori nelle indicazioni che restituiscono sul Circuit Gilles Villeneuve, pista molto sporca al venerdì e soggetta a una marcata evoluzione della gommatura, con i conseguenti risvolti sul comportamento delle mescole.

L'asfalto offre poca aderenza e, in presenza di basse temperature, è frequente rilevare del graining sulle coperture. Gomme che, al di là delle condizioni meteo – le previsioni dicono di un week end variabile, cielo sereno al sabato e temperature prossime ai 25° C, un po' meno caldo venerdì e domenica –, tendono a perdere temperatura sui rettilinei, per sviluppare picchi di temperatura in frenata, dettati dagli elevati carichi verticali.

La mescola Hypersoft selezionata da Pirelli insieme alla Ultrasoft e Supersoft è, ovviamente, al debutto in Canada e il gommista attende riscontri più indicativi di quelli ottenuti a Montecarlo. Passa dalla gomma con la banda rosa la speranza di uno spartito variegato nelle tattiche di gara, due pit-stop che, un anno fa, non furono necessari. «Date le caratteristiche atipiche di Monaco, possiamo considerare la gara in Canada come il debutto più rappresentativo per i pneumatici P Zero Pink hypersoft. L’asfalto di Montreal è abbastanza liscio e il circuito è molto più esigente rispetto a quello di Monaco, quindi dovremmo vedere strategie su più soste grazie anche alle tre mescole nominate», le previsioni di Mario Isola.

Già l'edizione 2017 del Gran Premio del Canada segnalò un'alternanza differente delle mescole, con Bottas e Ricciardo – secondo e terzo al traguardo – a scegliere (controcorrente) un secondo stint di gara su gomma Soft, diversamente dalla Supersoft ampiamente sfruttata dagli altri, con Romain Grosjean a coprire ben 68 dei 70 giri del Gran Premio. Non si registrarono, tuttavia, strategie alternative al singolo pit-stop, se non per esigenze dettate da incidenti di gara.

«Nelle ultime edizioni si sono viste numerose tattiche in questa gara, che potrebbero aumentare grazie all’utilizzo dei P Zero Pink hypersoft. Su questa mescola sarà particolarmente importante raccogliere dati sui livelli di usura e degrado, soprattutto durante le prove libere».

L'editoriale: Un week end davvero mondiale

Il circuito è classificato tra quelli meno esigenti sulle gomme, lo stress è quantificato nella scala Pirelli con un 2 su 5, valore massimo assegnato alla trazione. Pista dalla scarsa aderenza (1 su 5) e minime forze laterali, necessita di un carico aerodinamico basso per staccare velocità di punta elevate. L'assenza di impegni laterali (con l'eccezione della variante che chiude il primo settore di pista) sulle gomme anteriori potrebbe rendere problematico centrare e mantenere le finestre operative ideali tra i due assi, tema già rivelatosi cruciale quest'anno l'attivazione uniforme.

Quanto alle pressioni minime di gonfiaggio e i valori di camber massimo prescritti, Pirelli indica 21 psi all'anteriore e 19,5 psi al posteriore, con angoli di camber rispettivamente di -3,50 gradi e -2,00 gradi.

Pirelli verso una gamma 2019 semplificata