Trecento gran premi in Formula 1, è il traguardo che attende Fernando Alonso in Canada, certo non il circuito ideale per strappare meritate soddisfazioni, ancora relegate a risultati sullo sfondo, dietro i tre top team. Insieme alla power unit Renault evoluta è atteso un pacchetto aerodinamico specifico per i tracciati veloci, sui quali McLaren soffre le caratteristiche di un progetto che genera un drag eccessivo. Servirebbero condizioni meteo folli, quelle che Montreal presentò nel 2011, edizione passata alla storia come il Gran Premio più lungo nella storia della Formula 1 (4 ore e 39 minuti dal via alla bandiera a scacchi), tra due interruzioni con bandiera rossa e la safety car in testa al gruppo per ben 32 giri dei 70 in programma.

Le statistiche dicono di un'altissima probabilità di impiego della vettura di sicurezza, una media riassumibile in 12 neutralizzazioni occorse negli ultimi 20 Gran Premi del Canada. Il culmine nei 4 ingressi della safety car tanto nel 1999 quanto nel 2007.

E il tema collegato all'utilizzo della SC guarda immediatamente alla gestione delle gomme. Dati, in arrivo da Mercedes, per spiegare cosa accade in regime di neutralizzazione della corsa. Sì, le gomme perdono temperatura e sì, la sfida indigesta a molti (Ferrari tra questi) è la rapida riattivazione della corretta temperatura di utilizzo alla ripartenza. Due o tre giri per i migliori. E' quanto serve per recuperare un crollo termico di 40° C che influisce in modo decisivo sull'aderenza: valori da riportare nel range operativo utile diverso di mescola in mescola.

E' l'abbattimento di temperatura registrato dal girare a un ritmo nettamente più lento di quello che avrebbero le monoposto in gara, con un delta cronometrico che, dai dati registrati proprio in Canada, si aggira sul 60%. Altro “numero” indicativo di quanto le monoposto di Formula 1 congelino letteralmente la performance: solo il 2% del giro di Montreal è affrontato con l'acceleratore in pieno dietro safety car, contro valori normali ben superiori al 60% della lunghezza a gas spalancato.

Eppure, la safety car – oltre al ricompattamento e l'apertura di soluzioni strategiche alternative – offre un beneficio particolarmente apprezzato in Canada: consente di limitare il consumo di carburante, su uno dei circuiti più esigenti del calendario, con ripercussione sulla necessità di effettuare fuel saving in gara.

Quello alle porte è un week end che nasce con altre aspettative di spettacolo e azione rispetto a Monaco. Gare spesso serrate, delle ultime 15 edizioni 8 hanno assegnato la vittoria con uno scarto tra primo e secondo inferiore ai 3”. Il divario più ampio, invece, spetta alla vittoria di René Arnoux su Eddie Cheever nel 1983, con il francese a vincere con 42” di margine.

Il distacco è indicatore assai relativo. Un altro dato, supporta le speranze di una maggior contendibilità della vittoria: 7 degli ultimi 16 Gran Premi corsi a Montreal sono stati vinti dalla pole, quattro edizioni hanno premiato piloti partiti fuori dalla top 5. Certo, la statistica dice anche del dominio totale di Lewis Hamilton nelle tre stagioni alle spalle: pole e vittoria in sequenza. E di come l'inglese possa eguagliare il record di Michael Schumacher – non solo in relazione ai successi ottenuti a Montreal, sette il riferimento – in termini di prime file in carriera sullo stesso circuito: 10 partenze in pole o seconda posizione per Schumacher a Suzuka, tante quante potrebbe maturarne Lewis sabato prossimo.

Piccoli primati, di altro rilievo. Valtteri Bottas ha un certo feeling con il tracciato sulle rive del bacino olimpico: tre podi in carriera a Montreal, curriculum che non può vantare su nessun'altra pista.

Per un Ricciardo che ha vinto la prima gara in Formula 1, nel 2014, il Gran Premio del Canada non ha mai visto un Verstappen partire in posizioni migliori della terza fila, centrata nel 2016.

Storia di vittorie in Canada per dire del primato McLaren, 13 affermazioni tra Montreal, Mosport e Mont Tremblant. Restringendo l'obiettivo sul Circuit Gilles Villeneuve, il primato è Ferrari: 10 successi. L'ultimo, però, risale addirittura al 2004 (Schumacher). Serve interrompere il digiuno, storico e attuale, quattro gran premi alle spalle senza vittorie. Una, appena, per Vettel e Raikkonen in Canada.