Se non fosse per le enormi aspettative delle quali è stato caricato. Se non fosse il cavallo sul quale ha puntato tutto Red Bull, che mentre prolungava il contratto a Austin lasciava Ricciardo in un angolo, quel Ricciardo che oggi assicura punti, prestazioni, rendimento che avrebbe dovuto garantire Max Verstappen, se non fosse per questo e molto altro, avrebbe ragione lui, Max: «Io sto cominciando a stancarmi di questi commenti, di quanto debba cambiare l'approccio: non lo farò mai perché mi ha portato dove sono ora. Dopo una gara non è il momento giusto per parlare, non ascolto tutti questi commenti e faccio il mio lavoro», commenta deciso nel giovedì del Gran Premio del Canada. Se l'approccio, però, si traduce nella miseria di appena 35 punti dopo sei gare, quando il tuo compagno di squadra ne mette insieme più del doppio, allora è naturale interrogarsi.

«L'inizio di stagione non è andato molto bene, non come avrei voluto, ho commesso degli errori a Montecarlo e in Cina, ma non ha senso continuare a parlarne, sto iniziando a stancarmi e credo ci siano domande migliori. Voglio concentrarmi solo su quello che ho davanti, la velocità ce l'ho, sarebbe un problema critico se fossi lento», aggiunge. Corretto, tuttavia, essere velocissimo e non concretizzare il potenziale della monoposto rappresenta un'aggravante

Montecarlo e Cina, piena assunzione di responsabilità, Max tiene fuori Baku. Il miglior risultato quest'anno è il terzo posto ottenuto in Spagna, un po' poco perché si faccia elogio di velocità e rendimento. Max irritato e stupito che i commenti cadano sempre sugli errori commessi: «Non so perché ho avuto così tanti incidenti. E come ho detto all'inizio mi sono davvero stancato di tutte queste domande. Non penso d'aver fatto più incidenti, ce ne sono stati solo due colpa mia, nel 2016 ne feci tre in un week end a Monaco, non è una situazione così drammatica come viene disegnata, certo non ho fatto i punti che avrei dovuto ma non è solo colpa mia, è un'esagerazione il dramma che si crea intorno alla situazione, fatto da altri».

Montreal per cambiare pagina, su una pista che difficilmente potrà dimostrarsi favorevole tanto quanto lo è stata Monaco. L'eccellente gestione delle gomme Hypersoft sulla RB14 è il punto dal quale partire. L'incognita dei cavalli Renault disponibili, nonostante aggiornamento in arrivo, circa 20 cavalli, stando ai rumours. Un decimo al giro di prestazione, secondo Newey. Non si illude di clamorosi cambi di copione in qualifica, quella Q3 dove serve una mappatura estrema che Renault ancora non ha, non vale certo Mercedes e Ferrari: «Mi aspetto qualche cavallo in più, vedremo in pista quali prestazioni avrà. Non credo sarà sufficiente per eguagliare Ferrari e Mercedes in Q3, però saremo un po' più vicini, almeno spero».

Nel mirino: Lettera a Max, così stai deludendo tutti

Montreal, avanti tutta. Provando a ripetere l'avvio dello scorso anno, arrembante su Vettel in curva 1, poi ottimo terzo, prima che la power unit lo appiedasse. Serve un week end al Max per iniziare a parlare d'altro che non degli errori alle spalle: «So benissimo dove posso migliorare e cosa ho fatto bene, analizzi e cerchi di mettere in atto tutto nella gara successiva. A me piacerebbe vincere ogni gran premio, non è che fosse diverso prima, approccerò questa gara come faccio sempre».