Le tanto attese novità tecniche in casa Haas iniziano a intravedersi in pit-lane, dove la VF-18 al giovedì ha svelato gli interventi principali. Anzitutto concentrati nell'area ai lati del cockpit, tra deviatori di flusso dietro le ruote anteriori e appendici intorno alle pance. Cambia l'attacco degli specchietti, dal supporto a L posto davanti all'elemento che collega il bargeboard al cockpit si passa a un'installazione diretta sull'elemento orizzontale. Cambia profilo anche la pinna subito al di sopra dei deviatori di flusso, molto più elaborati della specifica utilizzata fino a Monaco, tanto nell'area di raccordo al fondo quanto nei profili verticali a pettine.

Evoluzione anche per i bargeboards, sempre quattro elementi a cascata ma con il principale, in alto, adesso dalla forma più squadrata.

Interventi che dovrebbero aiutare Haas ad esprimersi su altri valori rispetto a quanto fatto a Monaco, gara opaca e con Guenther Steiner a spiegare le esatte ragioni: «A Montecarlo abbiamo avuto dei problemi, siamo stati costretti a smontare alcuni pezzi per non perderli. Sappiamo quanto carico aerodinamico abbiamo perso, non è una situazione del tipo “Siamo andati male e non sappiamo il perché”. Sappiamo i motivi ed è una cosa positiva».

Non è positivo lo scenario sui componenti di ricambio e il team principal ammette: «La situazione con le parti di ricambio vecchie è piuttosto negativa, abbiamo avuto alcuni incidenti e questo non ti aiuta mai. Al tempo stesso stavamo programmando gli aggiornamenti, ti trovi con il dover portare avanti entrambi e finisci col non avere più pezzi». Sarà cruciale evitare incidenti nelle libere per non aggravare ulteriormente la situazione.

Il Gran Premio del Canada può riportare Haas in zona punti, non dimentichiamo che appena in Spagna Magnussen risultò il più competitivo dietro i top team, con una monoposto non ancora evoluta, diversamente da McLaren, ad esempio. Cosa attendersi dal week end alle porte? «Le novità che introduciamo le definirei piuttosto importanti. Però sono sempre cauto quando si parla di sviluppi perché non ho mai visto una monoposto nel centro della stagione fare magie. La nostra macchina non è male, dobbiamo solo continuare a produrre aggiornamenti perché abbiamo bisogno di evolvere».

Servono anche i primi punti di Romain Grosjean, che nel 2012 a Montreal ottenne il miglior risultato in carriera, secondo allora con la Lotus, prestazione che seppe ripetere nel 2013 a Austin. Il programma di sviluppi dovrà necessariamente fare i conti, nelle prossime settimane, con un obiettivo 2019 da non mancare. Le profonde novità regolamentari collegate alla semplificazione dell'ala anteriore obbligheranno le squadre più piccole a gestire le risorse tra 2018 e i progetti futuri. Non sarà diverso per Haas.

L'evoluzione della VF-18 richiede tempo e investimenti, processo, quello dello sviluppo, nel quale il team vive ancora l'apprendistato: «Come ogni cosa, tutte le prestazioni devono migliorare, abbiamo bisogno di essere più veloci. E' un processo lungo, dallo sviluppo aerodinamico alla validazione, fino all'analisi strutturale alla produzione, in quel lasso di tempo tra le 6 e 8 settimane dobbiamo recuperare due settimane per diventare più veloci e poter alzare il nostro gioco. Ed è qualcosa che arriva solo con l'esperienza, è un fronte sul quale dobbiamo attraversare la fase di apprendimento».