Settanta giri corsi in modalità dominio costruiscono una vittoria che tira una linea dopo un terzo di campionato, bilancio che porta un più uno di vantaggio su Hamilton nel mondiale, di fatto un azzeramento dei giochi. Sebastian Vettel lascia Montreal con statistiche da aggiornare, tra cinquantesima vittoria in carriera, interruzione del digiuno Ferrari nel Gran Premio del Canada dopo 14 edizioni, l'ideale collegamento, 40 anni dopo, con la prima di una Rossa a Montreal: 1978, Gilles Villeneuve.

Richiami storico-statistici buoni per costruire l'ambientazione, fare da sfondo a una realtà che ha indicato la Ferrari SF71H padrona della corsa. E quel che più conta è la conferma di quando sia versatile la competitività del progetto oltre le caratteristiche del tracciato. Avanti tutta verso il Paul Ricard, che dovrà fornire risposte sul superamento delle difficoltà avute in Spagna a sfruttare al meglio le gomme Pirelli assottigliate.

Prima, però, va assaporata la vittoria, risultato degli sforzi collettivi: «Come ogni vittoria, non c'è una persona alla quale dedicarla. Oggi la dedico al team, ai ragazzi a Maranello, ai tifosi canadesi. Credo abbiano atteso abbastanza che la Ferrari andasse bene qui. Quarant'anni dalla vittoria di Gilles, è fantastico dimostrare come la Ferrari sia ancora viva, vincente, sono estremamente fiero di esser parte della sua storia, passo dopo passo, spero in futuro di esserlo un po' di più».

Ha costruito il successo prendendo subito il largo dopo l'ingresso della safety car, un gran premio “facile”, se letto dall'esterno. Si è concretizzata la “noia” piacevolissima che Seb immaginava giovedì, o quasi: una doppietta Ferrari. Arriva la vittoria, in un Gran Premio del Canada che ha visto molti dover gestire il consumo di carburante.

«Non è mai semplice vincere. A metà gara, credo fosse dopo il pit-stop, abbiamo avuto una serie di... non so, ho dovuto modificare tanti parametri sul volante. A un certo punto mi sono detto “Ok, quando potrò tornare a guidare?”. Guardavo in basso, cambiavo qualcosa e poi tornavo a guardare dietro. Stavamo gestendo alcune cose. La macchina è stata fantastica, migliorava di continuo, siamo stati all'altezza e abbiamo controllato la corsa. Alla fine pregavo che la macchina restasse integra, che non si rompesse nulla, è stato davvero un buon week end. Sabato è stato perfetto, venerdì è stata una giornata difficile, ma abbiamo recuperato.

Al via ho cercato di prendere un certo vantaggio, ero molto contento del mio primo giro, ma poi è uscita la safety car e ho dovuto ricominciare daccapo. Ho corso controllando, gestendo il vantaggio su Valtteri. Nel primo stint ho provato a costruire un po' di margine di vantaggio, ho fatto un bloccaggio in frenata che mi ha fatto perdere un po' di tempo ma dopo penso sia stata una gara ben gestita».

L'analisi del Gran Premio del Canada

Vettel non tralascia il supporto fondamentale di una SF71H che ha potuto sfruttare appieno il potenziale della power unit aggiornata, tempismo perfetto nell'introduzione, mancato in Mercedes: «I miglioramenti prodotti per questo week end, principalmente sulla power unit, con l'introduzione di un nuovo motore, ci hanno aiutato su questa pista un po' più che su altre: è stato un impegno di squadra. La stagione è ancora lunga e abbiamo molte gare davanti. La cosa più importante è che la macchina è forte, così come è importante che lo rimanga, per poter lottare».