Lo sforzo dopo il risultato centrato in Azerbaijan era encomiabile: restare con i piedi ben poggiati per terra, nonostante i primi punti, nonostante il sesto posto. Charles Leclerc prosegue la sequenza di risultati da incorniciare, perché ottenuti con una Sauber che riesce a portare là dove la C37 non immaginerebbe possibile spingersi. La C37 però non lo sa e si lascia guidare da Charles, che cresce bene e con costanza, la maturità giusta per dire come «stranamente non ho una fiducia ancora così elevata. Sì, ci sono buoni risultati, ma dopo ogni gara provo sempre ad analizzare gli aspetti negativi in me e migliorarli. Finora è andata bene, ma non mi sento ancora pienamente sicuro. Non sono il tipo che è sempre convinto di se, provo sempre a migliorare, ritengo sia un punto di forza».

Dopo l’incidente che ha messo fine a un Gran Premio di Monaco destinato a concludersi con un’onorevole undicesima posizione, la trasferta in Canada era un temuto banco di prova per quei freni che lo avevano abbandonato a Montecarlo: «Sono estremamente contento, arrivavamo sulla pista probabilmente più difficile sui freni, Montreal, dopo il problema di Monaco. È stata una grande sfida ma abbiamo reagito molto bene. Sono davvero orgoglioso del lavoro fatto, sapevamo come risolvere i problemi avuti a Monaco e l’abbiamo fatto».

La realtà Alfa Romeo-Sauber cresce accanto a Leclerc, la struttura è destinata a raggiungere le 450 risorse entro fine anno. Dal primo luglio, invece, sarà già operativo Simone Resta, in arrivo dalla Ferrari e profilo buono - insieme ai tecnici già introdotti da Frederic Vasseur - per compiere un importante progresso tecnico nel 2019. I nomi di vaglia non mancano nella struttura di Hinwil, rafforzata dal progetto Alfa Romeo in Formula 1 delineato da Sergio Marchionne.

Sarà una Sauber ancora in grado di lottare per i punti, prima della pausa estiva? Leclerc professa la cautela di azera memoria, a ragione per alcune delle piste che verranno affrontate. In Austria, probabilmente, la chance migliore di brillare nuovamente. Altrove? «Dobbiamo fare attenzione, credo che le prossime 4 o 5 corse saranno molto più difficili per noi, vedremo. Delle gare corse finora sono estremamente contento, abbiamo colto ogni opportunità che si è presentata per ottenere dei punti e di questo dovremmo essere molto fieri. Nelle prossime gare serve più carico, su piste come Le Castellet o le 4-5 che seguiranno: è il settore nel quale siamo carenti al momento. Lavoreremo e speriamo di progredire, ma attualmente siamo svantaggiati».

Immaginare, oggi, quali scenari si delineeranno nel 2019 in merito ai sedili disponibili e al compagno di squadra di Sebatian Vettel è prematuro. Charles Leclerc matura bene e l’approdo naturale sarà Maranello, il prossimo anno o più tardi, conta relativamente. Nel presente conta, piuttosto, farsi le ossa e crescere in una realtà destinata a risalire la china del gruppo con il progetto all’orizzonte e un legame tecnico con Ferrari strettissimo. E’ la palestra per i giovani piloti che immaginava Marchionne un anno fa.

Sterzi a parte: Non solo Gilles, in Canada ricordiamo anche Alboreto

Le aspettative intorno a Lecler sono altissime, giustificate dal percorso nelle serie minori. Lui, Charles, aggiunge: «Non sono sorpreso di me stesso ma la squadra è molto contenta ed è la cosa che mi interessa di più. Non posso credere che stiamo correndo gare così positive, in realtà adesso è da 4 o 5 gare che otteniamo risultati incredibili, è grandioso ma dobbiamo continuare a lavorare e a migliorare come stiamo facendo e speriamo di proseguire così. Stiamo introducendo sviluppi a piccoli passi, tutti nella giusta direzione, sin da inizio stagione. Credo sia questa la nostra forza, ogni volta senti un piccolo miglioramento nel team».

Le Mans, Alonso cerca ossigeno con Toyota