Non si fa illusioni, Max Verstappen. Il Gran Premio di Francia gli riserva un altro arrivo a podio, solo 7 secondi di ritardo da Lewis Hamilton, su un circuito che ha obbligato a scelte di compromesso Red Bull. Non si illude, Max, perché va oltre quel che ha scritto la classifica finale. “Sono contento, è stata una bella gara. Ho provato a seguire Lewis, che controllava il ritmo”, ammette. Come Lewis, una domenica tranquilla, di ordinaria amministrazione dopo essere uscito indenne dalla prima curva in partenza: “Non ho dovuto lavorare molto per ottenere questo risultato”.

L’incidente tra Vettel e Bottas ha liberato il campo da due avversari che avrebbero avuto più ritmo della Red Bull, un episodio sul quale Max commenta: “In partenza tutti cercavano di conquistare delle posizioni, sono errori che possono capitare. In tanti sono andati lunghi, si è trattato di un incidente sfortunato e Seb ha avuto un bloccaggio. Può capitare. Sono contento dell’intera giornata, la macchina era buona e tutto ha funzionato, abbiamo avuto un po’ di fortuna per quello che è successo al primo giro e ci ha tolto un po’ di pressione”.

Il Paul Ricard ha ricordato, semmai servisse, come alla Red Bull RB14 manchi ancora qualcosa per lottare alla pari con Mercedes e Ferrari. Il distacco evidente in qualifica si somma a scelte di assetto aerodinamico votate al compromesso, per bilanciare il deficit di potenza della power unit, componente del pacchetto che limita le ambizioni di titolo. Tanto Verstappen quanto Ricciardo commentano in un’unica direzione: “La macchina può lottare per il titolo, però ci manca ancora qualcosa nel pacchetto complessivo, per cui si tratta di raggiungere un compromesso”.

Per un Gran Premio di Francia privo di grandi sussulti e sfide per Max Verstappen, la domenica di Daniel Ricciardo corre via tra un primo stint veloce e un secondo nel quale perde il podio a vantaggio di Raikkonen. Prestazione condizionata da un problema sull’ala anteriore: Due giri prima del pit-stop si è rotto un pezzo sul lato sinistro, me ne sono accorto in rettilineo e non so se sia stato per un detrito. C’era tanto sottosterzo, al cambio gomme i meccanici hanno visto il danno ma non c’è stato il tempo per cambiare l’ala.

Cinque o 10 giri dopo si è rotto anche un pezzo sul lato destro e alla fine era come un’ala di Formula 3. Il motore è a posto, il problema è stato all’ala anteriore. È un peccato, perché sul finire del primo stint avevo recuperato terreno su Max e il distacco su Kimi era superiore. Era andata bene fino ad allora ma questo danno ha rovinato la mia gara”.