Cento otto anni di storia Alfa Romeo festeggiati con il quinto arrivo a punti stagionale di Charles Leclerc. Inizia a essere un’abitudine, correre tra i primi 10. C’è molto del talento del pilota monegasco ma anche tanto lavoro dei tecnici Sauber, che hanno portato la C36 da abbonata alle retrovie a monoposto in grado di correre a centro gruppo.

Leclerc ci mette del proprio e, dopo la domenica del Paul Ricard, riesce a trovare la macchia che ha impedito un risultato ancora migliore del decimo posto: «Siamo molto contenti ma sono anche un po’ deluso perché ho commesso un errore in curva 2 che mi ha fatto perdere la posizione su Hulkenberg. Al pit abbiamo perso un po’ di tempo, non so se avremmo ottenuto il nono posto senza, certo avremmo avuto maggiori chance. Oggi è un po’ colpa mia non aver preso 2 punti, 1 resta comunque un risultato incredibile».

La bagarre in partenza lo ha proiettato ancor più avanti rispetto alla posizione in griglia, da ottavo a sesto, un territorio impossibile da presidiare. C’era, però, il ritmo per correre dietro Renault e Haas, riferimenti contro i quali era impensabile poter competere solo pochi mesi fa. «È stata una partenza molto positiva, per il resto della gara sono contentissimo del passo, abbiamo svolto un gran lavoro e stiamo mettendo pressione alle Haas e alle Renault, macchine che non pensavamo di poter seguire.

Ci stiamo muovendo in una direzione positiva e miglioriamo le prestazioni settimana dopo settimana. Non vedo l’ora di scoprire cosa riusciremo a fare il prossimo week end», aggiunge Leclerc.

Con il risultato del Paul Ricard sono 11 i punti conquistati, tanti quanti ne ha Esteban Ocon e 3 più di quanti non ne abbia Stoffel Vandoorne. La possibilità che rilevi in Ferrari il sedile di Kimi Raikkonen già dal prossimo anno è tutta da verificare, rappresenterebbe un salto enorme dopo una stagione finora oltre le più rosee aspettative, se letta attraverso i punti conquistati finora.

Sono indiscrezioni, quelle circolate a ridosso del Gran Premio di Francia, nulla che possa distogliere Charles dal lavoro da portare avanti: «Le voci? Ho trovato la mentalità per concentrarmi su quello che sto facendo adesso e non ascolto quel che avviene intorno. Sì, certo, le voci le ho sentite».