È una storia fatta di annunci, promesse di competitività, soluzioni in arrivo. Puntualmente deluse. Da stagioni, ormai, dal 2012, ultimo campionato davvero al vertice per McLaren. Il progetto MCL33 avrebbe dovuto centrare un cambio di passo dal GP di Spagna, grazie agli aggiornamenti. Invece, ancora problemi sul fronte aerodinamico, ai quali non si trova la quadra in galleria del vento e si è costretti a procedere per riscontri da raccogliere in pista.

In Francia arriva il momento più basso della stagione, Alonso e Vandoorne mai lontanamente in grado di correre per i punti, fuori in Q1 al sabato e, sullo sfondo, un clima in fabbrica di malcontento tra gli uomini della squadra corse. È giunta dal Daily Mail la scoperta del “benefit” riconosciuto ai dipendenti per aver realizzato in tempi strettissimi un pacchetto di componenti: uno snack in barretta a testa. 

Dalla gloria di Le Mans all’onta di un GP di Francia nel quale ha rivissuto una gara nelle retrovie come se fosse ancora 2017, come se fosse ancora Honda. Fernando Alonso si lascia alle spalle il Paul Ricard sperando sia un passaggio a vuoto e niente più: «Sì, sono fiducioso in vista dell’Austria. Questa è stata la prestazione peggiore di tutto l’anno, spero davvero sia un episodio singolo e non la normalità. Ho corso tutta la gara nelle retrovie, sin dalla partenza abbiamo dovuto evitare molti incidenti davanti a noi, c’era gente che è sembrata tagliare la pista senza che accadesse nulla. Noi siamo rimasti sul circuito e ne siamo usciti ultimi. Tra cinque giorni avremo un’altra opportunità per dimenticare tutto ciò e spero davvero che l’Austria e, soprattutto, Silverstone, siano circuiti migliori per noi».

A completare il week end nero per la McLaren, la rottura di un elemento della sospensione posteriore sinistra, che ha costretto al ritiro Alonso quando mancava appena 1 giro alla bandiera a scacchi. Un gran premio quasi da distacco dalla realtà, dal muretto McLaren, che ha portato Fernando al team radio: “No brakes, no tyres and we are out of the points”.

«Alla radio il team era di certo eccitato più del dovuto, mi davano il distacco dal quinto, dal sesto, mentre ero ultimo dopo la Safety Car e avevo problemi con i freni surriscaldati. È stata una corsa sulla difensiva, senza nessuna frustrazione. Avevo un set di gomme per la gara perché ci siamo fermati al primo giro per montare le gomme gialle. Sappiamo che questo week end non siamo stati competitivi sin dalle qualifiche, dobbiamo alzare il nostro livello in Austria e Silverstone, dobbiamo trovare delle soluzioni».

Le soddisfazioni sportive sono destinate ad arrivare da altri campionati, dall’endurance, dalla Indycar probabile impegno nel 2019. Nonostante tutto, nonostante una Formula 1 che non può offrire competitività e successo a Fernando, resta attualmente il massimo privilegio per un pilota, anche dopo gare come il GP di Francia: «Preferisco essere ultimo qui piuttosto che guardare dalla tv. Siamo due piloti che fanno il miglior lavoro al mondo e non siamo stati competitivi questo week end. Siamo andati molto male ma siamo settimi nel mondiale, forse qualcosa di buono sta accadendo».