Il Gran Premio numero 199 praticamente non c’è stato. O meglio, non ha riservato alcuna gioia a Force India, che al Paul Ricard colleziona un duplice ritiro. Subito fuori Ocon, causa incidente. Costretto a parcheggiare al box Sergio Perez, causa guasto legato alla power unit al giro 27. I progressi del motore Mercedes 2.1 hanno contribuito a scrivere un altro copione rispetto a Montreal, Toto Wolff ha evidenziato come ogni miglioramento marginale conti, nella lotta al titolo. Conta, però, anche la relativa imperfezione di una perdita di pressione all’impianto dell’acqua che ha fermato Valtteri Bottas al venerdì. Lo stesso problema ha portato al ritiro di Perez e il team è alla ricerca delle cause che hanno innescato il calo di pressione.

Davanti c’è il Gran Premio d’Austria, altro circuito sul quale la power unit sarà protagonista e per Force India sarà un appuntamento da celebrare: 200° gran premio nella storia del team, nato nel 2008. In Francia è stata sprecata l’occasione di avvicinare al quinto posto nel mondiale Costruttori una McLaren in gran difficoltà, mentre altri team si sono proposti a ridosso dei big. La conferma Renault, una Haas a raccogliere comunque meno di quanto non renda possibile la VF-18 e in corsa, di fatto, con un'unica macchina visto il rendimento di Romain Grosjean. Clienti con i quali confrontarsi anche a Zeltweg, da sfidare con una monoposto che beneficerà di aggiornamenti.

«200 gran premi sono un momento speciale per la squadra, da cinque anni ormai è una gran fetta della mia vita. Ho tanti ricordi, compresi i 5 podi. E quando guardo alla fine del 2013, quando arrivai, non avrei mai pensato che avremmo raggiunto insieme certi successi», dice Perez. Da uno dei giri più lunghi del campionato, dai 5.800 metri de Le Castellet, al giro cronometricamente più breve dell’anno, 64 secondi per scrivere la pole un anno fa. Non c’è margine per commettere sbavature, su un circuito con poche curve e pochi punti nei quali recuperare.

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«Sembra un circuito semplice ma in realtà è un giro piuttosto difficile da interpretare correttamente. Ci sono solo poche curve, ognuna è una sfida e può facilmente rovinarti il giro se non centri il punto di frenata o il punto di corda. Con lunghi rettilinei è importante portare dentro la curva e uscire con una buona velocità, in particolare l’uscita di curva 1», aggiunge Checo.

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