Puoi correre da ragioniere, attendere gli eventi, limitare i rischi e sperare. Oppure, puoi assumerti dei rischi, giocare le poche carte disponibili per scompaginare una situazione sfavorevole (scalfire il muro Mercedes davanti) e, contemplare la possibilità che vada male, che si innesti l'errore. Due visioni, la seconda ha portato Sebastian Vettel a sbagliare in Francia e, purtroppo, non è la prima volta. Il contatto con Valtteri Bottas ha sacrificato diversi punti nella corsa al mondiale. E' un capitolo da relegare al passato, sebbene ancora recentissimo; davanti c’è il Gran Premio d’Austria, un circuito che si presta per caratteristiche al rilancio: «Il passo era buono, ma non ha senso guardarsi troppo indietro. E’ stato quel che è stato», dice Seb sui fatti di domenica scorsa.

Sa di poter contare su una Ferrari SF71H competitiva, come lo è stata al Paul Ricard, dettaglio passato sotto traccia. Doveva essere il circuito di una risposta importante: dire se l’interpretazione delle gomme assottigliate, dopo Barcellona, era finalmente corretta. Lo è stata. In Austria si correrà con la gamma Pirelli classica, in un week end destinato a scrivere distacchi minimi in qualifica, visto il giro particolarmente corto. Forti in trazione e in frenata, una macchina precisa nell’inserimento dell’anteriore per fare il tempo nel secondo e terzo settore.

Sono esercizi apprezzati dalla Rossa, «la nostra vettura va forte e questa pista sembrerebbe esserci favorevole, sebbene ora sia impossibile prevedere quanto saremo competitivi, con il fattore meteo e tutte le variabili di un weekend di gara», aggiunge Seb. Poi, prova a leggere i rapporti di forza tra Ferrari, Mercedes – attesa a un pacchetto di sviluppi – e Red Bull, dopo un terzo di campionato: «Ci sono state tante piste diverse, specialmente nei confronti della Mercedes è difficile capire perché a volte sono davanti a noi e altre dietro. Red bull è più costante, ci sono piste che si addicono a loro altre meno.

L'editoriale: Punti pesanti gettati al vento

Noi siamo stati molto competitivi in delle gare, in altre meno per vari motivi, poi siamo riusciti a migliorare nei settori nei quali eravamo più deboli. Se escludiamo il primo giro in Francia e guardiamo al week end nell’insieme è stato molto positivo rispetto a Barcellona: con le stesse gomme e un asfalto simile, eravamo in una situazione decisamente migliore.

Non saprei dire perché la Mercedes sia a volte molto competitiva e altre meno». Lo scorso anno vinse Bottas, Hamilton rimontò bene dalla penalizzazione per sostituzione del cambio e risalì al quarto posto dall’ottavo in griglia. Da verificare la gestione delle gomme sulla W09.