Millesimi che fanno notizia, perché a Silverstone il pronostico della vigilia era un altro. Ferrari a subire la superiorità Mercedes e di Lewis Hamilton, tanto più forti sarebbero stati sui 5.900 metri più insidiosi della prima metà di campionato. Invece il sabato del Gran Premio di Gran Bretagna va in archivio con un Cavallino al galoppo, fulmine sull’Hangar Straight, perfetto sui curvoni e con una facilità nel realizzare la prestazione che è l’elemento più importante della SF71H aggiornata.

Vettel secondo, 44 millesimi appena da un 44, Lewis Hamilton, a limare l’impossibile, affrontare le Becketts a un “tutto o niente” che alla fine lo proietta in pole. Ferrari sugli scudi, altro che sulla difensiva. Ha mostrato la velocità giusta per dire la propria in qualifica, a Silverstone.

Vero, non arriva la pole, per un’inezia. Ben più importante è stato, invece, l’acciacco che ha rallentato Sebastian nelle libere 3. Problemi al collo trattati dal fisioterapista personale del tedesco, un’applicazione di taping sulla parte sinistra del collo a segnalare il punto cruciale dopo le qualifiche.

«Sì, ho avuto un problemino nelle prove, in qualifica però tutto a posto. Stamattina non pensavo di poter fare la pole, non ero sicuro nemmeno di correre le qualifiche», racconta Sebastian, in pole provvisoria dopo il primo run di Q3, che vale l’1’25”936 della seconda poizione. Nel secondo tentativo non è stato impeccabile nel primo settore, affrontato in 27”600 contro il miglior personale di 27”516. “Ben” 84 millesimi peggio. «Ero abbastanza contento dell’ultimo giro, però ho perso tanto tempo in rettilineo. Siamo arrivati vicinissimi, abbiamo buone opportunità domani», aggiunge Vettel.

Se il divario di pochissimi millesimi si registra in Austria ha un certo peso, giustificato dal giro corto. Confermarsi così vicini a Silverstone ha un’importanza di gran lunga maggiore. «Non saprei dire dove si è creata la differenza, il distacco è talmente piccolo che il giro è praticamente lo stesso. Sono stato abbastanza contento del primo tentativo di Q3, pensavo di poter fare meglio nel secondo tentativo ma ho perso qualcosa in rettilineo. Sono stati due giri più o meno identici, mezzo decimo si può sempre discutere dove trovarlo. Domani dovremmo andare meglio».

Come sia tirato a lucido il Cavallino a Silverstone lo rivela anche la prestazione di Kimi Raikkonen. Solidissimo dal venerdì, centra il tempo nell’ultimo giro di Q3 e si rammarica di aver mancato la pole position alla portata di questa Ferrari SF71H. «Non sono del tutto soddisfatto. Credo che oggi avessi tutti gli strumenti per andare più veloce, ho fatto un bloccaggio in curva 16 (la Club; ndr) all’ultimo giro e penso di aver perso lì il tempo per la pole.

Credo che il primo e ultimo settore siano stati buoni, nel settore centrale ho commesso un errore nel primo tentativo in curva 7 (la Luffield; ndr), nel secondo forse sono andato un po’ più tranquillo e ho perso qualcosa. Avrei potuto guadagnare tempo in alcuni punti, non ci sono riuscito, siamo vicini e il terzo posto non è male», il riassunto di un gran terzo tempo.

In ottica gara controllate le temperature, un asfalto in qualifica giunto ai 50° C e previsto su valori simili domenica. Passerà dallo scatto al semaforo e dalla gestione della gomma buona parte delle chance di  successo: «La macchina è buona, dovrebbe andar bene anche domani. Fa molto caldo, non sarà semplice soprattutto la gestione delle gomme in gara», continua Kimi, con un obiettivo vittoria che sembrava utopia pronosticare fino a giovedì: «Possono capitare tante cose diverse, il nostro obiettivo è fare il massimo».