Ovunque corra Lewis Hamilton trova sempre i “tifosi migliori del mondo”. In casa, nella sua Silverstone, il legame diventa quasi mistico. Non porta 1 millesimo 1 in termini di velocità in macchina, ma dà la spinta psicologica che aiuta. E la rincorsa alla storia, alla sesta vittoria nel Gran Premio di Gran Bretagna, la quinta consecutiva, parte da una qualifica sudatissima. Ultimo giro di Q3 per provare a balzare davanti a un Sebastian Vettel e una Ferrari che non si attendevano così competitivi.

I primi indizi emersi nel venerdì delle libere sono stati confermati in qualifica e, verosimilmente, i Rossi resteranno una minaccia pericolosissima anche in gara. «Non so cosa abbiano fatto per questo week end ma hanno introdotto un aggiornamento importante. Mi vedrò stasera con i ragazzi e dirò loro di continuare a spingere, dobbiamo spingere di più», commenta Lewis.

La Ferrari che accelera, produce sviluppi senza rivoluzionare la SF71H e funzionano. Come il nuovo fondo, parte di un insieme fortissimo a Silverstone. Così forti in casa del nemico vuol dire restare una spina nel fianco costante, che obbliga a migliorarsi, spostare l’asticella oltre la “zona di comfort” nella quale si è mossa spesso Mercedes.

Come Vettel, anche Hamilton fatica a spiegare dove si possa “fare la differenza” quando il divario è così ristretto: «Non so dove abbia potuto fare la differenza, forse nella curva 13 (la Becketts; ndr). I piloti Ferrari hanno tirato fuori qualcosa di speciale nel Q3, oggi sono stati fortissimi. Mettere insieme i giri è stato più difficile che mai, Silverstone è una pista tecnica e complicata, anche nel posizionare la macchina nei punti giusti e sfruttare le gomme. Ho dovuto dare tutto per questa pole, vedevo i fan, sapevo che erano per me».

In prospettiva gara c’è l’incognita del ritmo. Al venerdì le Ferrari sono state più competitive della Mercedes, ritrovatasi oggi più bilanciata e meno nervosa al posteriore. Con l’interrogativo di quanta benzina avessero a bordo Hamilton e Bottas al venerdì, in grado di fare una grandissima differenza a Silverstone per i continui trasferimenti di carico, dovrebbe partire da una posizione privilegiata la Rossa. Tutto da verificare domenica, sui 52 giri attesi ancora caldissimi: sotto il profilo sportivo e meteo.

Vettel-Raikkonen, attenti a quei due

«La pressione oggi era enorme, sono grato al mio team, la Ferrari ha recuperato tantissima velocità, noi siamo nella miglior posizione possibile, ieri avevamo un buon passo gara e mi aspetto una gara molto combattuta», ha proseguito Hamilton, prima di spiegare quale sia il “boost” che riesce a trovare nel tifo: «Non è velocità in più, è lo spirito che portano i tifosi, l’energia, ti fa volare. C’è sicuramente un elemento psicologico per ogni atleta al mondo che ha i propri tifosi dietro. L’Inghilterra che segna proprio in questo momento, psicologicamente genera uno stato mentale superiore.

Oggi è stata la battaglia più folle, così ravvicinata e con pressione aggiuntiva, sono grato di avercela fatta. È stato il giro più difficile che abbia mai dovuto fare, la pressione era oltre ogni cosa mai provata prima. Il desiderio di tirare fuori quel giro, sapendo nel profondo che potevo farlo, ma dovevo estrarlo e spremerlo dalla macchina: è stato più difficile di ogni altra qualifica che abbia mai corso»