Le qualifiche di Silverstone sono state emozionanti e si sono giocate sul filo del cronometro, con i tre piloti più veloci racchiusi in 1 solo decimo di secondo. A primeggiare sulla pista di casa è ancora una volta Lewis Hamilton, e lo fa in un modo che evidenzia una volta di più la sua grandezza quando va a caccia della pole position. Infatti dopo che nel primo run in Q3 è Sebastian Vettel a far segnare il miglior crono per 57 millesimi sull'inglese, Lewis reagisce come lui sa fare. Cioè con un giro maledettamente veloce e senza fare errori: una caratteristica, la seconda, che secondo noi non viene sottolineata abbastanza quando si parla delle sue prestazioni velocistiche. Perché quando serve (in Q3) Hamilton va fortissimo e sbaglia raramente.

Ciò detto, la prestazione di Seb Vettel 2° per soli 44 millesimi non può certo essere considerata disastrosa - e infatti tra gli addetti si parla di giri praticamente identici tra lui e Lewis - al di là del fastidioso disturbo al collo del tedesco. Purtroppo non è riuscito a ripetersi nel secondo run in Q3, per un'esitazione a inizio giro. Allo stesso modo nell'altrettanto valida prestazione di Kimi Raikkonen, 3° a 98 ms, vi sono ben 2 decimi "persi" nel secondo settore della pista (e lui dice di aver sbagliato anche l'ultima curva, la Club).

Insomma, il risultato è quello che conta, ma allo stesso modo conta la gara e non la qualifica, per cui in questo senso la Ferrari come macchina sembra piuttosto a punto, su quella che era una pista dichiaratamente "pro Mercedes". Con ottime prospettive sul passo gara, come gestione gomme (specie se si ripeterà il caldo di oggi, sarà un tema importante) e anche per le possibilità di sfruttare la scia nel Wellington Straight al via. Per cui gara ancora aperta e nella quale potrebbe inserirsi benissimo anche Valtteri Bottas, dalla seconda fila di partenza.

Più difficile fare lo stesso discorso per le Red Bull. Il distacco di Daniel Ricciardo è stato falsato da problemi all'ala mobile, ma quello di Max Verstappen è realistico, ed è di 7 decimi al giro. Purtroppo per loro la maggior deportanza della RB14 qui non fa la differenza, dato che certe curve veloci le passano ormai tutti in pieno senza problemi, e si risolve solo in un maggior drag in rettilineo. Che unitamente alla minor potenza delle PU Renault e a un apporto delle nuove MGU-K che non pare all'altezza delle aspettative (e lo stesso dicasi del "party mode" che i francesi stanno sperimentando) fa capire la frustrazione dei piloti quando affermano di perdere 1 secondo solo in rettilineo.

Per quanto ancor più staccati, in Haas però non si lamentano: sulle piste veloci la VF-18 conferma le sue ottime caratteristiche aerodinamiche e così a primeggiare tra gli inseguitori sono Kevin Magnussen e Romain Grosjean, 7° e 8°, nonostante il francese sia stato oggi un po' "trattenuto" dopo aver saltato gran parte delle prove in conseguenza dell'incidente del venerdì, per il quale è stato necessario sostituire la scocca. Stessa sostituzione per Brendon Hartley dopo l'incidente nelle ultime libere con la sospensione apertasi in staccata, fatto che ha preoccupato non poco in Toro Rosso; per la sostituzione, partirà dalla pitlane.

Ancora una volta in Q3 e quindi tra i top ten, Charles Leclerc: un risultato che prova l'effetto sinergico tra il piede del pilota monegasco e una macchina che comunque progredisce abbastanza per aiutarlo a conseguire questi risultati. Spesso vicino, stavolta Marcus Ericsson non è invece riuscito a superare le Q2 per un errore, per cui potrà fare qualcosa di più in gara. Del resto non si possono dare escluse le Force India, con Esteban Ocon che non si è migliorato in Q3 e Sergio Perez che partirà proprio dietro.

Tra i due, la Renault di Nico Hulkenberg, a testimoniare qualche difficoltà Renault, al di là del risultato negativo di Carlos Sainz che non è riuscito a superare le Q1 solo per problemi di traffico (altra rimonta possibile da seguire). Buone speranze per Fernando Alonso e Pierre Gasly, mentre Stoffel Vandoorne ha improvvisamente lamentato problemi al retrotreno che non sono stati risolti. Sempre indietro infine le Williams, e il fatto che i piloti cerchino di fare più del possibile non fa che portarli più facilmente a sbagliare, come si è visto anche oggi con Lance Stroll subito fuori e anche Sergey Sirotkin autore di un'uscita pesante.