Fosse sempre il Kimi dell’Austria e di Silverstone, andrebbe confermato in Ferrari fino ai 50 anni. Due gare con un Raikkonen pimpante, in Gran Bretagna vola al sabato, si lancia in bagarre al via in gara, scatta meglio di Hamilton e prova ad attaccarlo. Secondo la direzione gara sbaglia, eccesso di foga da sanzionare con 10 secondi di penalità. Un bloccaggio che dal fronte Mercedes fa spuntare fantasmi e complotti. Piuttosto, è l’idea che sei in gara per fare del tuo meglio e, se nasce una chance, è obbligatorio provarci.

Si crea in curva 2, Kimi prende l’esterno per sfruttare l'interno di curva 3 in staccata, arriva appaiato a Hamilton che tiene duro da fuori. Lewis ha la peggio, l’errore di Raikkonen è sanzionato. Fine della storia, che Lewis digerisce malissimo e a fine gara fa di tutto perché si capisca nel modo più palese possibile: giù dalla macchina e dritto sul podio, altro che commenti a caldo.

Raikkonen diverte, ingaggia la lotta con Verstappen ed è un botta-e-risposta tra Brooklands e Luffield con Max vincitore. Kimi si rifarà alla Stowe, poi il podio strappato a Bottas. Sull’episodio del via Raikkonen evita analisi, giusto o sbagliato, è un dedurre logico. Il fatto: “Alla terza curva ho avuto un bloccaggio e ho finito per colpire Lewis". L'effetto: "Per colpa mia si è girato, è stato un mio errore, a volte succede”. La coda ulteriore: “L’errore è stato mio, va bene così, meritavo la penalità. Mi sono preso i 10” e sono tornato a lottare, è così che si fa”.

Poche storie e tanta voglia di mostrare il passo che aveva nel piede e in macchina, fino a chiedere al muretto di provare qualcosa per poter spingere a tutta, dietro una Red Bull a far da tappo in avvio alla maggior velocità Ferrari. “Non è stata una gara lineare per me. Sicuramente senza l’errore e la penalità sarei andato ancora meglio, io ci ho provato, a mio avviso ho fatto tutto il possibile per ottenere il risultato migliore, possono esserci visioni opposte, è andata così.

Non lo so se la penalità sia stata un prezzo troppo alto, è la decisione presa dai commissari di oggi. La mia manovra evidentemente valeva 10 secondi, è stato un mio errore, la vita va avanti.

Con le Red Bull è stata una battaglia lunga, durata diversi giri: è stato difficile, ho faticato parecchio con il bilanciamento ogni volta che mi avvicinavo. Eravamo abbastanza più veloci ma quando mi avvicinavo era difficile tenere l’aderenza”.

Silverstone: il Corsaro Vettel spezza la magia Mercedes

I progressi compiuti dalla Ferrari SF71H giovano a due stili di guida diversissimi, riesce a rendere competitivi entrambi i piloti ed è forse la misura più indicativa della bontà del progetto e del suo sviluppo. Ultimi scampoli di mondiale prima della pausa estiva, l’analisi sulla carta dice di Hockenheim e Hugaroring che questa Ferrari non può certo temere. Poi arriverà il rush finale, lo scorso anno valso il titolo. Continuare a lavorare per farsi trovare pronti, come nelle prime 10 gare disputate, anche da Spa in poi.

“Credo ci siano sempre dei dettagli da migliorare sulla macchina. Oggi la gara era più insidiosa rispetto a ieri, però non si verifica mai quel che ci si aspetta, non va com’è scritto sulla carta. Ed è il bello”, aggiunge Raikkonen.