Spettatori della pellicola da Oscar, Red Bull a Silverstone. Mai con una vera opportunità di contendere la vittoria a Ferrari e Mercedes, il gran premio di casa va in archivio con il quinto posto di Daniel Ricciardo e il ritiro di Max Verstappen, causato da un guasto al brake-by-wire. È ancora una forza relativa quella della RB14, a pagare dazio sul fronte della cavalleria. Impossibile dirla in modo più chiaro di quanto non abbia fatto Christian Horner al termine della gara: «Avete visto quando siamo scoperti sul dritto. Eravamo estremamente esposti, tanto nelle possibilità di difenderci che di attaccare. In qualifica siamo stati più veloci di Sebastian in ogni curva ma siamo stati fregati sui rettilinei».

Lo sprazzo di gloria di una domenica sulla difensiva lo regala Max Verstappen, con una manovra da antologia in risposta al sorpasso di Raikkonen alla Brooklands. Favorito dalle diverse linee di percorrenza offerte alla Luffield, la resistenza e controsorpasso all’esterno sulla Ferrari sono il lampo migliore dei 52 giri a Silverstone firmati Red Bull.

Armi spuntate per lottare contro l’artiglieria pesante della Ferrari, la cui power unit secondo Horner adesso è il riferimento in griglia e, dal passaggio a Honda, Red Bull conta di trovare i miglioramenti potenziali che saprà apportare il motorista rispetto a Renault.

«Quando avevamo il DRS aperto facevamo la stessa velocità di Mercedes e Ferrari a DRS chiuso, quindi non puoi far nulla. Avete visto tutto il tempo dietro la Safety Car, quando acceleravamo, eravamo così lenti», ripete Verstappen, il cui problema al brake-by-wire si è manifestato due volte in corsa: «E’ stato piuttosto strano, al primo giro ho accusato un problema al brake-by-wire e il pedale è andato a fondo in curva 3, poi ha ripreso a funzionare e tutto è andato bene. Dopo la seconda safety car ho staccato in curva 16 (la Club; ndr) e il pedale del freno è andato letteralmente sul fondo, i freni posteriori si sono bloccati e sono andato in testacoda. Controlleremo cos’è successo ma anche senza il problema ai freni eravamo semplicemente troppo lenti sul rettilineo».

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Si prospetta una gara sulla difensiva anche a Hockenheim, altro circuito da grandi allunghi e richieste di cavalli. Quanto a Silverstone, il risultato massimo possibile per Red Bull è giunto nonostante la chiamata sfortunata del secondo pit con Daniel Ricciardo, poco prima che venisse mandata in pista la Safety Car: «Siamo stati sfortunati e abbiamo perso la posizione in pista. Abbiamo provato alla fine a passare Bottas, faticava maggiormente con le gomme, ma appena mi sono avvicinato ho sentito come se anche le mie gomme fossero altrettanto vecchie: ti trovi a perdere carico e fatichi parecchio.

La macchina, in aria libera, andava abbastanza bene, soprattutto nel secondo stint con gomme medie, quando siamo riusciti ad allungare un po’ su Kimi e recuperare su Max», il commento di Ricciardo.