Il collegio dei commissari di Silverstone - composto da Tim Mayer, Mumtaz Tahincioglu e Tom Kristensen - ha avuto il suo bel daffare, perché l'incidente iniziale tra Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton (che abbiamo analizzato qui) per quanto sia stato quello che ha fatto più discutere, non è certo stato il solo. Tanto che alla fine, nel weekend, si sono assommati ben 56 "documenti decisionali" tra multe e altro.

Procedendo per ordine cronologico, nel momento della collisione tra Raikkonen e Hamilton in curva 3, ce n'è stata un'altra subito dietro tra i due compagni di scuderia Romain Grosjean e Kevin Magnussen, che si è risolta con danni soprattutto sulla macchina del danese, comunque riuscito a proseguire e a terminare la gara. In questo caso i commissari hanno stabilito che i due piloti fossero entrambi stati condizionati dall'incidente Kimi-Lewis davanti a loro e per questo siano arrivati al contatto. Quindi si è deciso per il "no further action".

Alla fine del giro 18 c'è stato il malaugurato inconveniente a Charles Leclerc, riuscito a salire fino al 7° posto ma costretto a fermarsi in pista dopo il pit-stop. C'è stato il dubbio che il problema che ha portato allo stop fosse relativo alla trasmissione e non a un errato montaggio delle ruote, ma se così è stato i rappresentanti del team non sono riusciti a convincere gli stewards, che hanno comminato una multa di 5.000 euro alla Sauber per unsafe release.

Si arriva quindi all'altro incidente piuttosto serio dopo quello di Marcus Ericsson (per il quale non c'è stata alcuna necessità di intervento arbitrale: ha fatto tutto da solo) vale a dire quello tra Carlos Sainz e Romain Grosjean, proprio poco dopo il restart alla fine della safety car per il botto della Sauber e relativo recupero. I commissari hanno così descritto l'azione, avvenuta alla curva Copse: dall'esterno all'ingresso in curva 9, Sainz va a chiudere un po' verso l'apice, ma non è stato questo il motivo principale dell'incidente; il problema è che per timore di un contatto Grosjean si attacca ai freni, ma in questo modo (anche per le turbolenze sull'ala) si è innescato un leggero sottosterzo che ha portato all'urto.

Anche i piloti hanno convenuto si fosse trattato di un incidente di gara, e siccome non vi era colpa prevalente i commissari hanno deciso di non sanzionare nessuno dei due. Fin qui tutto ok: però anche nel caso di Raikkonen su Hamilton l'incidente è stato causato da uno sbaglio in frenata (quando Kimi ha bloccato le ruote finendo in sottosterzo contro Lewis) instillato dalla traiettoria convergente dell'inglese. Un errore - che sia uno sbaglio, non ci piove - che pare sia stato considerato in modo ben differente nelle due situazioni: qual è il motivo che ha portato alla notevole differenza di giudizio? Un dubbio che si aggiunge a quello di come mai, in Austria, Max Verstappen non fosse stato nemmeno messo sotto inchiesta dopo aver superato lo stesso Raikkonen solo "grazie" a una ruotata ben assestata…

Proseguendo su quanto accaduto in pista a Silverstone (perché non è finita, anzi) abbiamo un altro episodio che, come quello di Sainz e Grosjean, è stato giudicato quando la gara era conclusa da un po'. Riguarda Pierre Gasly quando, a poco più di 2 giri al traguardo, attacca Sergio Perez all'ingresso di curva 16, cioè la chicane alla Club. Gasly entra deciso ma bene, però all'apice della curva tocca leggermente il "salsicciotto" interno, e questo lo fa allargare un poco. Quanto basta per andare a urtare la macchina di Perez che stava resistendo all'esterno, cercando di sfruttare la successiva piega a destra. In questo modo Checo deve allargare fuori pista e Pierre passa incrociando le traiettorie nella curva Club, guadagnando l'ultima posizione in zona punti. Ma per poco tempo: i commissari stabiliscono che anche se la collisione è stata leggera (entrambi hanno proseguito) è questa il motivo per cui Gasly ha superato e la colpa dell'urto è completamente del francese, per cui comminano 5 secondi di penalità. Una sanzione che purtroppo lo relega dalla 10ª alla 13ª posizione, completando un weekend da dimenticare per la Toro Rosso e all'opposto permettendo alla Force India di piazzare ancora una volta entrambe le macchine in top ten.

Anche in questo caso viene il dubbio sul contatto austriaco Verstappen-Raikkonen considerato in modo ben diverso, ma passiamo oltre. Perché nella gara inglese c'è stato un altro episodio di "hard driving", sempre negli ultimi giri: protagonisti Kevin Magnussen e Fernando Alonso. Lo spagnolo si è lamentato parecchio per essere stato allargato a Luffield e quindi ostacolato a Copse e Maggots, ma va detto che per quanto "dura" la guida di Magnussen non era arrivata a vere e proprie scorrettezze (sebbene Fernando abbia dovuto metterci "del suo" per evitare conseguenze) per cui dopo un rapido consulto la direzione di gara ha deciso che non era nemmeno in caso di aprire un'investigazione ufficiale. Del resto Alonso si è preso in pista la sua "vendetta" all'ultimo giro, superando Magnussen all'ottavo posto (se avete sentito il suo "Yes!" via radio, potete capire la sua soddisfazione), e quindi la cosa è finita lì.

A livello di aneddoto, sappiate che oltretutto due piloti sono stati multati per essere entrati troppo forte in pitlane a gara finita, forse un po' deconcentrati: sono Raikkonen e Ricciardo, colti rispettivamente a 114,8 e 83,8 km/h (anziché 80) e quindi sanzionati di 1.000 e 400 euro. I commissari non riposano nemmeno dopo la bandiera a scacchi…