E’ l’ora di dimostrare l’orgoglio Mercedes, ferito a Silverstone, sfidata e battuta da una Ferrari più forte del previsto, di quanto non si aspettassero gli stessi uomini in grigio. Prima ancora, affossato dalle rotture austriache condite da errori q.b. per rovinare irrimediabilmente l’idea di un piatto di alta cucina.

Una vittoria, due podi, due ritiri, non è esattamente il bilancio immaginato da Toto Wolff alla vigilia del trittico di gare senza respiro corso tra Paul Ricard-Zeltweg-Silverstone. Anche la W09 rompe. Una novità il duplice cedimento subito in Austria. Un’insostenibile abitudine, gli errori strategici. E poi Hamilton, che vola in qualifica ma sbaglia nel momento cruciale a Silverstone, la partenza. Il resto - le polemiche a caldo, le insinuazioni fuori luogo avanzate da Allison, rielaborate da Wolff, rimandate con forza al mittente da Arrivabene - contribuiscono a creare la misura di quanto il confronto sia teso e imprevedibile.

A Hockenheim servirà la riscossa in casa, la seconda, dopo aver rimediato la batosta inglese da Vettel e una SF71H indiavolata. È casa Mercedes ma anche di Seb, in un week end che si annuncia caldissimo, 30° C nell’aria da scoprire quanto impatteranno sulla temperatura dell’asfalto e, conseguentemente, la gestione gomma al posteriore della W09. Subito dopo il Gran Premio di Germania sarà Ungheria, altro passaggio a rischio e con il rientro in partita di Red Bull a scompigliare il confronto Ferrari-Mercedes.

La solida struttura tecnica che ha prodotto risultati esaltanti in quattro anni di mondiale turbo-ibrido affronterà una riorganizzazione sì pianificata, gestita, agevolata da chi è prossimo a passare la mano, Aldo Costa e Mark Ellis, comunque segna l'interruzione di una stabilità fatta di trionfi incontrastati, oggi assolutamente un ricordo sbiadito del passato. Sarà un terremoto da verificare nell’impatto delle scosse di assestamento che porteranno al 2019. Distante solo per il calendario gregoriano, non per i tempi, i programmi e progetti della Formula 1.

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Prima, due gare che non saranno decisive per l’esito del mondiale ma saranno assolutamente in grado di creare un’onda lunga che può mandare in ferie con il patema della rincorsa o la relativa serenità dell’aver lavorato bene. Da Spa, GP del Belgio, sarà più chiaro con quale piega si andrà verso la volata finale.

Hockenheim è passaggio di metà campionato che vale un bilancio parziale, con la convinzione di Toto Wolff che la Mercedes sia stata la monoposto più competitiva del lotto, nel trittico alle spalle. Certezze prese a picconate dalla Ferrari, leggendo i 10 gran premi corsi. «Non abbiamo ottenuto i punti che speravamo di ottenere dalle tre gare in sequenza e per gran parte a causa di errori nostri.

Comunque, c’è un lato positivo in tutto ciò: sebbene non abbiamo massimizzato i punti, abbiamo portato la macchina più veloce in tutte le tre gare.

Hockenheim segnerà il punto di metà stagione. Abbiamo corso una discreta prima metà, da un lato abbiamo lasciato punti per strada e dovuto limitare i danni in più occasioni di quante non avremmo voluto. Dall’altro siamo comunque riusciti a ottenere un buon bottino di punti, entrambi i piloti hanno prodotto prestazioni competitive e abbiamo una monoposto veloce. Perciò, ci sono molti motivi per i quali guardiamo alla seconda metà di campionato: siamo affamati, ambiziosi e e vogliamo partire da qui».