È l’immagine di una qualifica, Hamilton che, se potesse, si caricherebbe sulle spalle la Mercedes W09. Il disperato tentativo di riportarla ai box ha dell’epico. Raccontata così, un’immagine d’altri tempi. Ma c’è l’origine della perdita idraulica a rovinare il quadretto e riversare su Lewis responsabilità enormi. L’uscita in Q1 è molto probabilmente una conseguenza diretta di un passaggio troppo allegro e non necessario all’esterno del cordolo di curva 1. Non serviva oltrepassare il limite, tantomeno rientrare in pista senza rallentare: la W09 non è progettata per compiere salti da Colin’s Crest o Mille Laghi. I colpi ricevuti provocano una perdita idraulica che si traduce nel blocco del cambio in quarta.

Via radio lo avvisano di fermarsi subito, proseguirà per tre quarti di giro. Poi lo show, il salto fuori dalla monoposto, il tentativo di spingerla fino ai box: impensabile. Per strada da fare e per il regolamento.

La versione di Lewis, a caldo, minimizza sui colpi subiti dalla W09 nel passaggio sul cordolo nel rientro in pista: «Ho sfruttato il cordolo ogni giro allo stesso modo, prima ho sentito un guasto sullo sterzo». La perdita della pressione idraulica, oltre a bloccare il cambio, può aver estromesso il servosterzo e dal camera-car si nota Hamilton verificare il carico del volante, ma subito dopo l'uscita oltre il cordolo e i ripetuti colpi ricevuti dalla monoposto sul fondo.

Toto Wolff offre una visione diversa da Lewis sulla causa del guasto e a Sky inglese dice: «Il problema è che sembra abbiamo danneggiato un po’ la macchina saltando su un cordolo, questo ha causato una perdita idraulica ma sta rientrando la monoposto e dobbiamo verificare se sia davvero così.

Quanto alla lotta per la pole non siamo stati sufficientemente veloci».

Come quattro anni fa, allora per la rottura di un freno, Hamilton in Germania sarà costretto alla rimonta. Dalla griglia scatterà 14°, ammesso che non emergano danni ulteriori al cambio o alla power unit, o che non si valuti una sostituzione strategica della power unit per montare un’unità fresca.

Potrà rimontare il gruppo Lewis, ha velocità e punti di sorpasso per attuare il recupero. Resta il dato dell’errore del pilota e in un frangente delle qualifiche nel quale non era necessaria tanta foga. «Non ho capito esattamente cosa sia successo, mi è stato detto di scendere dalla macchina, ho provato a spingerla ma ho notato che c’era una perdita d’olio. Ho spinto perché è la mia voglia di non cedere mai e continuare.

Rimontare su questa pista non sarà facile, è una delle peggiori per i sorpassi», ha commentato appena rientrato ai box.

Incidentalmente, nel sabato da dimenticare di Hamilton Mercedes piazza Bottas in prima fila. Non è un risultato che consola, la Ferrari è più competitiva e Valtteri, pur con uno strepitoso terzo settore nell’ultimo giro, non riesce a strappare la pole. «Non c’era più nulla da estrarre, ho fatto un giro perfetto, forse mancava ancora qualche centesimo di certo non avevo i due decimi, loro sono stati più forti. Vedremo domani», ammette al termine della qualifica.

Allo spegnimento dei semafori dovrà provare a saltare davanti a Vettel, non consentirgli di fare l’andatura e confrontarsi su un passo gara apparso venerdì simile nel confronto su gomma media tra Seb e Lewis. Valtteri aggiunge: «La partenza sarà cruciale, partiremo con la stessa mescola (Ultrasoft; ndr) e credo saremo vicini sul passo. È stata una lotta dura per la pole position, la Ferrari semplicemente era più veloce e Sebastian ha fatto un bel giro. Se potessi rifare il mio, forse avrei trovato un decimo al massimo. Specie nell’ultimo settore ho fatto un bel giro, è mancato qualcosa nel primo tentativo della Q3: non posso lamentarmi, il feeling con la macchina era buono».