Lo ripeteva dal 2015, ad appena un anno dall’insediamento alla presidenza della Ferrari, con un nuovo capitolo nella storia e gestione del Cavallino da scrivere: Alfa Romeo deve tornare in Formula 1. Al tempo sembravano (e l'effetto c'è stato) parole buone per catalizzare l’attenzione intorno a un marchio dal passato glorioso ma che ancora doveva avviare il rilancio dai prodotti, quelli che sarebbero stati Giulia e Stelvio, i primi due passi.

In Formula 1, con una... formula che si sta dimostrando vincente, Sergio Marchionne l’Alfa Romeo ce l’ha portata. Un’operazione di marketing, affiancare il nome del Biscione a Sauber, farlo diventare title sponsor. Ma c’è di più nel progetto ampio, avviato quest'anno: c’è l’idea di creare un junior team palestra dei talenti da far crescere. Lo ripeteva a Monza, un anno fa, Marchionne, quale avrebbe potuto essere il ruolo Sauber, al tempo reduce dalle scelte (mai più opportune) di Frederic Vasseur, a liberarsi subito dell’accordo con Honda siglato da Monisha Kaltenborn per sposare la causa Ferrari, con motori della stagione corrente, passaggio essenziale per risollevare le sorti del team elvetico.

Alfa Romeo Sauber, da mossa dal grandissimo impatto emozionale, si sta rivelando un progetto dal potenziale interessante. Supportato dal rafforzamento tecnico con figure di prim'ordine, da ultimo l’arrivo di Simone Resta, dalla Ferrari alla direzione del reparto tecnico Sauber. A metà stagione non solo un ottimo Charles Leclerc è riuscito spesso a impressionare, oggi con 13 punti all’attivo, meglio di Vandoorne, dei due piloti Williams, di Hartley e non distante da Gasly. Anche Ericsson ha saputo collezionare 5 punti, gli ultimi 2 a Hockenheim. Così, eccoti la Sauber da 18 punti, due meno della Toro Rosso, per un team che sembrava destinato a correre per l’ultima fila in griglia.

Sarà un week end speciale quello dell’Hungaroring. Ottenere ancora qualche punto è una vittoria per il team: «Con la macchina e il buono stato di forma che abbiamo al momento dovremmo poter lottare per un buon risultato», dice Ericsson nel proiettarsi verso il GP d’Ungheria.

C’è, poi, Charles Leclerc, che un futuro in Ferrari lo avrà senza alcun dubbio. Già il prossimo anno, forse più tardi, sono dettagli che si chiariranno nelle prossime settimane. Il saluto personalissimo di Charles, l’addio al presidente Marchionne, non è mancato. Da venerdì si andrà in pista per provare a far meglio di Hockenheim, dove l’azzardo della gomma intermedia non ha pagato: «L’Hungaroring è una pista piuttosto diversa dai circuiti sui quali abbiamo corso finora. Ho alcuni bei ricordi delle gare dello scorso anno in Formula 2, non vedo l’ora di scoprire cosa sarà possibile fare questa volta.

Morte Marchionne, le reazioni dal mondo della Formula 1

Nelle ultime settimane abbiamo prodotto stabilmente delle prestazioni importanti, saranno la base sulla quale proveremo a concludere la prima parte della stagione su note positive».