È uno dei circuiti permanenti più lenti della Stagione F1, e per questo è stato paragonato a una sorta di Montecarlo senza muretti: parliamo dell'Hungaroring, il tracciato di 4.381 metri nei pressi di Budapest. In realtà la bassa velocità media dipende più che altro dalla mancanza di allunghi esagerati, fattore per cui qui le differenze di potenza motrice contano meno; ma per lo stesso motivo è anche più difficile superare, nonostante le due zone DRS sul rettilineo del via e tra le curve 1 e 2. 

Caratterizzato per il resto da curve di media e bassa velocità (ma non bassissima: la marca inferiore qui è la 3ª), l'Hungaroring richiede di conseguenza le migliori deportanza e aderenza meccanica. Si presume quindi debba rivelarsi più adatto alla Ferrari e soprattutto alla Red Bull che non alla Mercedes. Da considerare anche il fatto che la zona polverosa e il basso numero di competizioni determinino un fondo inizialmente molto sporco e destinato ad evolversi parecchio nel corso del weekend e delle singole sessioni. 

Rispetto allo scorso anno, il tracciato non ha subìto modifiche se non per le nuove protezioni sulla destra delle curve 3 e 4, oltre che per l'appiattimento della zona oltre il cordolo d'uscita di curva 4. Tuttavia, dopo l'ultima disastrosa gara del DTM in cui il fondo bagnato causò parecchi incidenti in pitlane (anche se la direzione gara se la cavò sbrigativamente dando tutta la colpa ai piloti), la parte più interna verso i box del fondo della corsia è stata "lavorata" in modo da aumentarne considerevolmente il grip. 

Infine, più per le solitamente torride condizioni ambientali che non per le caratteristiche proprie della pista (pur se stavolta ci si aspetta maltempo tra venerdì e sabato), la Pirelli ha deciso di non portare le mescole più morbide come solitamente si fa per le piste lente, bensì di replicare la scelta già vista in Germania con medium, soft e ultrasoft, "saltando" quindi nuovamente le supersoft.