I tempi del venerdì non contano, ha ragione Kimi Raikkonen. Quarta prestazione al pomeriggio, ha verificato - in un programma differenziato rispetto a Vettel - il rendimento della gomma media sul long run, oggi un’alternativa che non pare conveniente in prospettiva gara. Di Kimi Raikkonen, di un piazzamento in qualifica subito a ridosso di Sebastian Vettel, c’è più che mai bisogno per rubare punti alle due Mercedes. Il Gran Premio d’Ungheria sulla carta si presenta favorevole, i primi giri in pista hanno offerto indicazioni che supportano la tesi, adesso serve la dimostrazione completa: lo svolgimento della traccia, che valga il massimo dei voti. O dei punti.

Poco più di 3 decimi separano Kimi da Vettel, i due Red Bull davanti dovranno passare alle spalle in qualifica, in un sabato nel quale dovrà riuscire a contenere Hamilton e Bottas che, va ricordato, nel corso delle libere 2 non hanno migliorato il tempo con gomma Soft nel passaggio alla Ultrasoft per errori di guida nel giro buono e i 7 decimi di divario accusati da Lewis valgono il delta di prestazione indicato dalla Pirelli tra le due mescole. Non sarà un esercizio di pura sottrazione cronometrica al cambiare della mescola che farà il tempo a parità di condizioni tra Ferrari e Mercedes, tanto più con la W09 che non ha reso al massimo su gomma Ultrasoft in configurazione gara, tuttavia è prematuro battezzare le Frecce d'argento in terza fila senza appello.

L'analisi del venerdì in Ungheria: Ferrari e Red Bull bilanciate

Ascoltando le parole di Kimi Raikkonen al termine del venerdì, l’arrivo della pausa estiva, delle tre settimane di stop prima di tornare in azione a Spa, non ha un peso particolare, né una spinta in più: «Non credo che faccia differenza se c’è una pausa o meno dopo la gara, bisogna sempre cercare il miglior risultato possibile. È stato un venerdì normale, i tempi sul giro oggi non contano, abbiamo provato a imparare, provato diverse cose, è la storia di ogni venerdì, abbiamo fatto del lavoro, ne resta ancora da fare ma non è andata male.

Non è il periodo migliore per noi ovviamente (il riferimento è alla scomparsa di Sergio Marchionne; ndr), dobbiamo cercare di fare del nostro meglio per ottenere il risultato migliore possibile».