Quattordici giri per sperare, di creare il divario necessario a saltare davanti a Lewis Hamilton e capovolgere un Gran Premio d’Ungheria, invece, destinato a un altro epilogo. Partenza e strategia erano le carte da giocare per contendere la vittoria a Lewis che, però, nel momento cruciale della corsa - tra il proprio pit e quello di Vettel al giro 39 - accorcia il gap anziché subire.

Il cambio gomme lento di Vettel fa il resto, lo ricaccia dietro Bottas (magistrali i due giri a ridosso della fermata di Seb) e scrive la parola fine sulle chance di successo.

Hamilton in assoluto controllo dalla testa della corsa se ne va in vacanza con un margine di vantaggio in classifica piloti ancora superiore e in un appuntamento che avrebbe dovuto segnalare una Mercedes in modalità "limitazione danni": 24 punti di vantaggio su Vettel, oggi, rappresentano il gap più ampio registrato in 12 gran premi.

Buona parte del successo in Ungheria di Lewis è figlio della grandissima qualifica, che disegna una griglia di partenza altrimenti impensabile per le due Mercedes. E dalla testa della corsa si è aperta tutta un’altra gara. “E’ una giornata bellissima ed è stato fatto un lavoro straordinario. Sapevamo che le Ferrari sarebbero state molto veloci e portare a casa questi punti è un bonus”, racconta.

Doveva essere una pista sulla quale le W09 avrebbero dovuto soffrire, invece, l’Hungaroring lancia in avanti Lewis. Da Spa in poi si ripartirà per un campionato tutto da decidere e Hamilton aggiunge: “E’ stata un giornata dura e lo sarà il mondiale. In gara ho sudato tantissimo, faceva un gran caldo ed è stata una gara di gestione del passo da parte mia, devo ringraziare il team e tutti in fabbrica, sono contento di quanto siamo stati forti nelle ultime gare e contento del loro impegno, meritano una pausa e spero continuino a spingere nella seconda parte della stagione”.