Presenti fisicamente in Ungheria ma con la mente a Londra, dove un giudice venerdì ha posto Force India in amministrazione controllata, procedura – affidata allo stesso curatore che seguì Manor e provò a individuare un nuovo investitore – che porterà all’individuazione di acquirenti e attivata dai legali di Sergio Perez, tra i creditori del team, così come Mercedes. Una mossa spiegata in un lungo comunicato da Checo, suggerita e attivata per tutelare i 400 lavoratori di un team che ha corso una prima metà di campionato con enormi problemi finanziari, frutto delle vicende giudiziarie di Vijay Mallya.

Dovrebbe aprirsi un nuovo capitolo dal Gran Premio del Belgio, appuntamento nel quale tornare a concentrarsi solo sugli aspetti sportivi e tecnici, sullo sviluppo di una monoposto che è risultato inevitabilmente condizionato dall’assenza di risorse eppure in grado di introdurre la nuova ala, il fondo e le pance, queste sin dal GP del Bahrain. Nel mondiale Costruttori il team è pur sempre sesto, nonostante il doppio zero collezionato all'Hungaroring (Perez 14°, Ocon 13°) e non è lontanissimo da Haas, 7 punti davanti; difficilissimo, invece, sperare di rientrare in lotta per la quarta posizione, oggi di Renault, con 82 punti e un margine di 16 su Haas.

«La pausa estiva ci dà l’opportunità di riorganizzarci, gestire i problemi sorti fuori dalla pista e tornare nella seconda parte della stagione in una posizione molto più competitiva», ha raccontato Otmar Szafnauer, direttore generale del team. «Abbiamo fiducia nel lavoro che stiamo facendo in fabbrica e siamo ancora nel bel mezzo dell’azione relativamente alla battaglia a metà schieramento, pertanto una volta finiti i test di questa settimana potremo ricaricare le batterie».

La vicenda legale e i passaggi attivati da Perez sono stati spiegati dal pilota sabato scorso: «I soldi che mi spettano sono relativi allo scorso anno. Il fatto è che esisteva una richiesta di liquidazione da parte di un altro cliente che avrebbe portato alla chiusura definitiva della squadra. Perciò mi è stato chiesto di salvare il team, premere il grilletto e porre il team in amministrazione controllata. Non ha nulla a che vedere con le somme enormi che mi spettano, l’unica ragione per la quale ho agito è per salvare la squadra e dare un futuro migliore al team. Mi è stato chiesto da un paio di membri della squadra di procedere e salvarla, proteggere le 400 persone che vi lavorano».

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Futuro della Force India che sembra sempre più indirizzato verso l’ingresso di Lawrence Stroll nella proprietà, l’assegnazione di un sedile a Lance e la partenza di Esteban Ocon destinazione Renault, opzione alla quale Mercedes non si opporrebbe, come ha confermato Toto Wolff a Budapest. Sul futuro di Perez, una permanenza in Force India o un passaggio alla Haas, se ne saprà di più nei prossimi mesi, in quelle che appaiono le due opzioni 2019 a disposizione del pilota messicano, in Force India dal 2014.

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