Ricciardo e Alonso, l’uno-due di annunci su quel che sarà il 2019 di entrambi riempie la pausa estiva della Formula 1. Quasi accorcia lo spazio-tempo che separa dal Gran Premio del Belgio, da Spa-Francorchamps, dal riprendere le fila di un mondiale spettacolare e al run che porterà a decidere il titolo.

Sfida tra Ferrari e Mercedes, tra Hamilton e Vettel. Altro, importantissimo per orgoglio e denari, si deciderà poco più dietro. Nel limbo si muoverà Red Bull, sperando in incursioni per la vittoria che avrebbero dovuto vivere nell’Ungheria simil-Monaco un momento di gloria tramutatosi in cocente delusione e nell’ennesimo appiedamento provocato dalla power unit Renault.

Ecco, Renault. Quarta dopo il giro di boa simbolico del campionato, 82 punti all'attivo e la partita del quarto posto nel mondiale Costruttori da vincere. L’avversario si chiama Haas, 66 punti. La matematica dice anche di Force India a 59 punti e McLaren 52, la logica (e il rendimento in 12 gran premi) perlomeno sconsigliano di ritenerle candidate al ruolo di campione del “mondiale B”.

E se non fosse per il patrimonio di punti disperso da Haas, tra errori del team (pochi) e dei piloti (troppi) la ripresa del campionato vivrebbe un altro equilibrio. Spa-Francorchamps, poi Monza, le gare veloci di Austin, Interlagos, Suzuka, appuntamenti che sulla carta potrebbero premiare le caratteristiche della Haas più di Renault RS18. Fronte, quello del team diretto da Cyril Abiteboul, sul quale si registrano le anticipazioni del direttore tecnico Nick Chester. Arriveranno sviluppi alla monoposto, a cominciare dalla terza specifica di power unit, ancora deficitaria – per l’ennesimo campionato – nei confronti di Mercedes e Ferrari, in termini di potenza e affidabilità, con buona pace degli annunci 2017 dello stesso Abiteboul, quando professava la chiusura del gap dai motoristi di riferimento nel corso di questa stagione.

«Sappiamo di non poterci fermare, dovremo produrre sviluppi e ci sono cose in arrivo che porteremo in pista dopo la pausa», ha commentato Chester a Racefans. «Forse quando arriveremo alla quindicesima o sedicesima gara (Singapore, Sochi; ndr) potremo rivedere il programma ma fino ad allora gran parte del processo sarà comunque in atto».

Alonso lascia la Formula 1

Sviluppare il progetto 2018 e al tempo stesso dedicarsi alla monoposto 2019, passaggio cruciale viste le novità aerodinamiche che interesseranno principalmente l’ala anteriore. Haas ha dimostrato di possedere il potenziale tecnico per conquistare la quarta posizione, molte delle chance di successo passeranno dalla “finalizzazione”, dalla capacità di tradurre le prestazioni in risultato, troppe volte fase mancata nella prima parte stagionale.

«E’ una battaglia semplicemente troppo ristretta, con appena 21 punti di differenza, un risultato come quello in Austria (Haas quarta e quinta, Renault ritirata con Hulkenberg e fuori dai punti con Sainz; ndr) potrebbe spazzare via il vantaggio. Dovremo continuare a impegnarci, spingere e portare prestazione sulla macchina», ha concluso Chester.