È un ambiente che non ha mai amato, semmai digerito per necessità. Kimi Raikkonen ha sempre ripetuto come in Formula 1, lui, continuasse a starci per il divertimento che regala la guida di una monoposto. Personaggio unico, nonostante il comunicare monosillabico è il più amato dai tifosi. Basta un Bwoah, un post su Instagram fatto di tre parole tre, per conquistare.

In attesa di scoprire cosa gli riserverà il 2019, in attesa di tornare in pista nella sua Spa-Francorchamps, lui che è il più vincente tra i piloti in attività, con 4 successi nel GP del Belgio e Lewis Hamilton a quota 3, Kimi presenta l’autobiografia scritta da Kari Hotakainen. In finlandese e svedese, per il momento, “Tuntematon Kimi Raikkonen” (“Il Kimi Raikkonen sconosciuto”).

Stando alle indiscrezioni del mercato, per Kimi ci sarebbe ancora Formula 1 all’orizzonte. Ha già detto basta in passato, per dedicarsi ai rally, e quando sarà nuovamente il momento di lasciare assicura che «non sarà dura smettere. Sarò sollevato quando finiranno tutte le cose che non sono legate alla guida. È l’aspetto fantastico della Formula 1, nient’altro».

Impossibile immaginarlo nel paddock a fare pubbliche relazioni, ospitate, diventare commentatore. Non sarebbe Kimi Raikkonen. «Quando Rosberg ha spiegato perché si fermava ho pensato fosse una bella scelta e l'ho capita. Adesso però è lì con un microfono e non comprendo, visti i motivi che aveva dato sul perché si ritirava.

Sì, mi interesserebbe fare qualcosa, come sviluppare una macchina, ma sullo sfondo, non in pubblico. Non starò con un microfono in mano», spiega Kimi.