Nominalmente diverse, nella sostanza una scelta di pneumatici allineata alla scorsa edizione. Il Gran Premio del Belgio riporta la Formula 1 in pista e il week end vedrà le mescole Pirelli media, Soft e Supersoft protagoniste. Specifiche ammorbidite di uno step, quelle del 2018, equivalenti pertanto alla selezione Soft, Supersoft, Ultrasoft di 12 mesi fa.

La gara si corse allora su due pit-stop, uno di fatto concesso dalla safety car, con stint su ciascuna mescola che lasciano presagire la possibilità di correre domenica prossima puntando alla singola fermata ai box: regola strategica con rare eccezioni anche quest’anno.

L’imprevedibilità meteo è il grande classico di Spa-Francorchamps e le prime indicazioni restano ancora troppo distanti da qualifiche e gara per dire con buona affidabilità che condizioni troveranno piloti e team. Generalmente saranno temperature basse, sotto i 20° C il valore più alto atteso nell’aria. Il rischio pioggia, marginale, interessa sia la giornata di sabato che quella di domenica (previsioni di lunedì 20 agosto). Con 24° C un anno fa l’asfalto raggiunse i 37° C.

Dall’ultima esibizione ungherese, tutta ripartenze e stress sulle gomme posteriori si va in Belgio, che non fa sconti alla gomma in nessun esercizio, se non proprio sulle richieste in trazione, limitate a pochi punti. Forze laterali al valore più alto della scala Pirelli, conseguenza dei velocissimi curvoni che disegnano il tratto centrale, dalla variante di Les Combes a Stavelot. Carichi verticali massimi, invece, nella compressione dell’Eau Rouge, mentre il lungo rettilineo del Kemmel causa l’abbassamento della temperature d’esercizio della gomma. Il grip offerto dall’asfalto è alto, l’abrasività nella media mentre il carico aerodinamico adottato dalle monoposto tende a essere medio-basso. Minore è l’efficienza aerodinamica della monoposto e la prestazione offerta dalla power unit più si dovrà scaricare la monoposto per non perdere decimi preziosi sugli allunghi. Carico che ripaga nel settore centrale e nella gestione stessa della gomma.

Quanto sia impegnativa Spa-Francorchamps dal punto di vista degli pneumatici lo segnalano le pressioni minime di gonfiaggio prescritte da Pirelli, a innalzare i valori fino a 24 psi per le gomme anteriori e 22 psi per quelle posteriori, nonché limitare l’angolo massimo di camber negativo rispettivamente a -2,75° e -1,50°.

«Per questa gara, i team hanno optato per scelte diverse di set disponibili, con alcune variabili che potrebbero portare a numerose strategie, grazie anche al fatto che quello di Spa-Francorchamps è un circuito che favorisce i sorpassi. Questa gara è sempre un’incognita, soprattutto per quanto riguarda il meteo, quindi i team saranno chiamati a reagire in modo tempestivo alle diverse circostanze. Dal punto di vista dei pneumatici è un gran premio molto impegnativo. Nel 2017 la nomination per questa gara è stata abbastanza aggressiva, e la gara ha confermato la validità di questa scelta. Per questo motivo abbiamo deciso di portare mescole dello stesso livello anche quest’anno, seppur con un nome diverso», commenta Mario Isola.

Scelte di compound con ridotte divergenze tra Mercedes e Ferrari, Red Bull più vicina alla ripartizione effettuata con Vettel e Raikkonen, mentre una via del tutto diversa la proverà McLaren, con un equilibrio pressoché perfetto di mescole disponibili tra medie, Soft e Supersoft.

 

Medium

Soft

Supersoft

Hamilton

3

4

6

Bottas

3

4

6

Vettel

2

4

7

Raikkonen

1

5

7

Ricciardo

1

4

8

Verstappen

1

5

7

Perez

2

3

8

Ocon

2

3

8

Stroll

2

2

9

Sirotkin

1

3

9

Hulkenberg

1

4

8

Gasly

1

4

8

Hartley

2

3

8

Grosjean

2

3

8

Magnussen

1

4

8

Alonso

4

5

4

Vandoorne

4

5

4

Ericsson

1

4

8

Leclerc

2

3

8