Alle volte sembra quasi destino: la Ferrari svetta in tutte le fasi fino alle Q2 comprese, abbattendo pure il record della pista compreso quello fatto segnare da Jani lo scorso aprile con la Porsche 919-H Evo (parliamo comunque di primati non ufficiali), poi subito prima della fase finale decisiva arriva la pioggia. Certo, stupirsene a Spa sarebbe quantomeno ingenuo e ovviamente le condizioni della pista sono quelle per tutti, ma quanto ciò arrivasse proprio nel momento meno indicato per scombinare i piani della Scuderia di Maranello l'ha fatto capire Maurizio Arrivabene che al muretto si è messo a imprecare senza troppa timidezza.

Detto questo, per quanto sia vero che in questo modo è stata favorita la vettura che aveva un'impostazione evidentemente più carica, cioè la Mercedes W09, bisogna anche sottolineare che c'è stato un po' troppo "panico" ai box Ferrari. Di ciò ne ha fatte le spese soprattutto Kimi Raikkonen, mandato in pista con carburante sufficiente per un solo giro cronometrato (il migliore in quel momento) e così costretto a rientrare quando invece a pioggia cessata la pista stava migliorando a vista d'occhio. Di conseguenza si deve accontentare del 6° tempo finale e resta solo la consolazione che se la gara sarà asciutta c'è comunque a disposizione una macchina molto veloce.

Questo vale anche per Sebastian Vettel che, diversamente dal finlandese, in Q3 ha carburante per 5 giri complessivi (quindi 2 "utili"), segna quello più veloce a pista bagnata ma poi nel secondo si trova in scia a Ocon, che lo disturba. In ogni caso riesce a guadagnare la prima fila, ma in seconda posizione per 7 decimi.

Perché la pole position va per la 78esima volta in carriera a Lewis Hamilton. Che a fronte dei problemi Ferrari contrappone un giro assolutamente fantastico, con un controllo macchina che può essere definito solo "di livello artistico", sul fondo comunque difficile da gomme intermedie. Insomma, pur nelle circostanze favorevoli, dire che Hamilton abbia ottenuto questo risultato senza pieno merito non sarebbe solo ingeneroso, ma proprio menzognero.

In tutta questa situazione di bagnato, chi "affonda" ancor più della Ferrari è la Red Bull: puntando tutto sulla convinzione (sbagliata) che le condizioni meteo andassero peggiorando, non hanno permesso ai piloti di poter "replicare" e così si ritrovano con Max Verstappen e Daniel Ricciardo accoppiati in quarta fila.

Piuttosto, al contrario ne approfitta appieno la Force India: veloci anche sull'asciutto, le VJM11 vengono mandate in pista al momento opportuno e anche in questo caso i due piloti ci aggiungono qualcosa di loro. Esteban Ocon riesce a esprimersi un poco meglio di Sergio Perez (43 ms la differenza) ma l'importante per il team è che entrambi vanno a occupare una fantastica seconda fila di partenza. Ottima prestazione anche per Romain Grosjean, 5° tempo a poco più di 2 decimi da "Checo", quando Kevin Magnussen non è riuscito a fare lo stesso ma è comunque tra i primi 10.

Tra gli altri inseguitori, incoraggiante risultato per Toro Rosso e Sauber: appena fuori dalla top ten (ma guadagneranno un posto per la penalizzazione a Valtteri Bottas 10°) Pierre Gasly, Brendon Hartley, Charles Leclerc e Marcus Ericsson sono in una buona posizione sulla quale costruire (si spera per loro) una buona gara domani. Tutto l'opposto per la Renault: con Nico Hulkenberg condannato a partire ultimo per via delle sostituzioni di power unit e componenti annessi (similmente a Bottas), proprio aver fatto accedere in Q2 il tedesco ha condannato Carlos Sainz a non passare le Q1, dove si è trovato (e questo è più preoccupante) con una macchina a suo dire inguidabile.

Tuttavia il team francese ha sicuramente le potenzialità per risalire durante la gara, ottimismo che invece troviamo ben più difficile attivare nel caso di McLaren e Williams, che se non occupano le ultime due file è solo per le penalità a Bottas e Hulkenberg (le uniche, per adesso). Gara per ora da dimenticare per Fernando Alonso ma soprattutto per Stoffel Vandoorne, nonostante sia quella di casa: dopo i problemi di freni e fondo al venerdì (ha girato pochissimo e quindi è arrivato con poca preparazione alle qualifiche) in mattinata è stato addirittura buttato fuori pista a 300 orari da Bottas. Criticabile che il finlandese, per quanto non se ne metta in dubbio l'involontarietà, sia stato semplicemente "ammonito": l'incidente è stato davvero pericoloso e una sanzione "simbolica" (tanto partiva già dietro) sarebbe stata più opportuna anche se inutile.