Per un attimo diventano ospiti imbucati alla festa più “in” del week end, entrano nella fotografia sui protagonisti del mondiale, a lottare in fondo al Kemmel. Perez e Ocon, ovvero, 18 punti in due all’esordio di Racing Point. “Deb” solo per la forma, quella che porta il team in nona posizione nel mondiale Costruttori, un punto dietro Sauber e l’obiettivo di scalare posizioni fino alla settima, realisticamente approdo possibile a fine anno. È una Force India Araba Fenice che deve obbligatoriamente rinunciare al patrimonio di punti costruito in 12 gare, con il risultato nel Gran Premio del Belgio avrebbe portato il team lì in lotta con Haas e Renault.

Spa-Francorchamps si annunciava un circuito favorevole, lo sarà anche Monza, prossimo appuntamento nel quale andare a caccia di punti. Tre giorni su altissimi livelli per il team che è sempre identico a se stesso, nonostante il nuovo nome. Diverrà casa di Lance Stroll, non un attico ma pur sempre un piano alto rispetto al box che è diventato Williams. Se il disegno del mercato piloti si compirà già nel volgere di un paio di gare, per il canadese si annuncia una sfida enorme, col rischio (una certezza?) di prenderle sonoramente da Sergio Perez.

Checo porta a casa una quinta posizione che è il massimo risultato ottenibile, piazzamento con il lampo dell’incursione tra Vettel e Hamilton al primo giro quale momento da ricordare. Simile per Ocon, sesto. «E’ una gran prestazione di squadra, abbiamo corso un week end quasi perfetto, l’unico disappunto è sulla qualifica, credo che la pole position fosse alla portata ma possiamo essere senza dubbio felici dei punti conquistati.

Non potevamo tenere i top team dietro sull’asciutto, essere i migliori degli altri, con Esteban subito dietro di me, è il massimo che potessimo fare», racconta il pilota messicano. «La partenza è stata davvero buona e ho potuto inserirmi nelle giuste posizioni nelle prime curve, poi non c’era nulla da fare per tenere Valtteri dietro, a volte devi combattere le tue battaglie e guardare al quadro generale».

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Pesi massimi di Ferrari, Mercedes e Red Bull a parte, Force India ha battuto sul campo una Haas attesa a prestazioni superiori in Belgio, vero merito sportivo del team diretto da Szafnauer. «Sono felice, abbiamo ottenuto punti importanti per il team e mandato un forte messaggio per le prossime gare, è un bell’inizio di una nuova era», continua Perez, che sembra avere solide garanzie di permanenza nel 2019, quelle che mancano a Esteban Ocon, a rischio appiedamento già tra Monza e Singapore, stando ai rumours circolati in estate e a Spa. Inaccettabile, ovviamente.

Gli intrecci di mercato guardano alle evoluzioni in McLaren, al sedile traballante di Stoffel Vandoorne. Esteban porta la Force India là dove potrebbe stare, fa la sua gara e, come Perez, si mette in mostra al primo giro, provando addirittura l’attacco su Vettel alla staccata di Les Combes, appaiato alla Ferrari. «Sono soddisfatto della gara e penso abbiamo concluso dove meritavamo, visto il passo. Sono partito bene, ho preso l’interno in curva 1 accanto a Seb, lui ha avuto una migliore trazione e forse sono stato eccessivamente fiducioso. Avessi preso la leadership della gara, non so, non si può sapere cosa sarebbe stato. Ho preso una buona scia e mi è mancato probabilmente un metro (in fondo al Kemmel; ndr). Esaminerò cosa avrei potuto fare diversamente, è stato un bel correre e leale, divertente. Non ci stavamo tutti, ho frenato presto solo per essere sicuro e Sergio ha trovato il punto perfetto».

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Al timone di Racing Point Force India adesso c’è Otmar Szafnauer dopo l’uscita di scena di Bob Fernley. A dirigere il team che continuerà a ricevere i soldi dei premi maturati nel 2017, un’iniezione fondamentale per programmare il 2019. Il risultato del Gran Premio del Belgio dà la spinta, che dovrà proseguire nelle prossime gare: «Lasciare Spa con 18 punti è una bella sensazione, siamo stati veloci per tutto il week end ed era importante trasformare il potenziale nel miglior risultato possibile. Il primo giro è stato ricco di episodi, noi siamo rimasti fuori dai guai in curva 1. Quando le cose si sono stabilizzate entrambi i piloti hanno corso gare pulite, non avevamo il passo per andare sul podio. Raccogliere un quinto e un sesto posto è quel di cui avevamo bisogno ed è un riconoscimento per tutti i 405 componenti del team. Complimenti a loro e mi aspetto altri punti nelle prossime gare».