Accenna un sorriso, quindi un gesto dal peso specifico enorme, considerato il personaggio, Kimi Raikkonen, quando gli chiedono se è in arrivo un annuncio. Si scoprirà il futuro che attende Kimi a Monza? Sorride e aggiunge: «Non so, devo parlare con il team, non dipende da me. Non è una decisione mia, non ho altro da aggiungere… va bene?». Gli indizi puntano tutti nella direzione di una conferma in Ferrari anche il prossimo anno, far crescere ancora Leclerc – Haas, nelle intenzioni, scalzando Grosjean, a serio rischio permanenza in F1 dovesse realizzarsi tale scenario –, perché lui, Kimi, assicura di avere ancora voglia e livello di guida buoni per restare.

«Non lo so quando ne aprete di più sul futuro. Prima o poi di sicuro lo sapremo, non ci si può aspettare nulla di nuovo qui da quello che ho imparato nel passato. Assolutamente mi godo le gare, il week end, il resto non tanto ma fa parte del lavoro. Voglio gareggiare altrimenti non sarei qui oggi, non vedo che possa sparire all’improvviso questo desiderio, potrebbe succedere ma dubito possa sparire questa passione. Non penso di guidare in modo diverso da 10 anni fa, penso di guidare piuttosto bene, per me è sufficiente e non sarei qui se non pensassi di guidare a un livello sufficiente».

Con la monoposto idonea al suo stile di guida Raikkonen si è espresso al meglio quest'anno e va a caccia dell’ennesimo podio, sarebbe il centesimo in carriera, dovesse arrivare nel Gran Premio d’Italia. Ha dimostrato di avere ancora una velocità interessante nel confronto con Vettel e assicura sarà il fattore unico a dettare il momento del ritiro: «Definirà il momento in cui dirò basta, mi sveglierò una mattina magari e dirò che non son più in grado di andare veloce ma non c’è una tempistica. La gente pensa che la velocità sparisca da un momento all’altro, finora non mi è accaduto, non credo si possa fissare una data in cui tutto svanisca e tu cambi vita».

Da una vita in Formula 1, l’autobiografia in finlandese uscita pochi giorni fa ha rivelato tanti aneddoti e storie nascoste del riservatissimo Raikkonen pubblico che si conosce. Trova il modo di scherzare quando gli viene chiesto come mai tanta “apertura”: «Probabilmente hai letto traduzioni sbagliate! Quello che racconto l’ho sempre tenuto per me. Ci sono state tante storie sul mio conto, è qualcosa che ho deciso di fare (un’autobiografia; ndr), è una storia di quello che ho fatto finora, niente di grosso, è quanto vissuto, adesso in un libro. Non la vedo come qualcosa di particolare». Ecco, in termini di auto-promozione Kimi si conferma non essere esattamente un drago.

Vettel, fiducia assoluta nel potenziale Ferrari a Monza

A Monza non ha mai vinto, ha conquistato pole ed è arrivato sul podio – memorabile quello con Schumacher e Kubica nel 2006 – e non senza ricordare quanto apprezzasse correre anche a Imola, Kimi aggiunge: «Vero non ho mai vinto a Monza, ho la pole del 2006. Non mi è andata molto bene qui nel corso degli anni ma mi è sempre piaciuto correrci, è un circuito bellissimo con tantissima storia. In realtà ho corso belle gare, non perfette, sono salito sul podio una o due volte con la Ferrari, sono risultati positivi, non quelli che vorremmo ma non sono arrivati finora».

Monza Santuario della velocità

In palio c’è il titolo mondiale, Piloti e Costruttori, terreno da recuperare in entrambe le classifiche e servirà il supporto del miglior Raikkonen, sperando abbia miglior sorte di quanta avuta in Belgio. «Il nostro obiettivo è essere con entrambe le macchine davanti per vedere come si sviluppa la gara. Possiamo competere l’uno contro l’altro ma sempre nei limiti della correttezza reciproca, sappiamo cosa possiamo fare e non ci sarà niente di diverso qui», aggiunge Kimi, immaginando un confronto con Vettel in partenza.