C’erano le condizioni per ridurre anche le distanze nei due campionati, c’erano le condizioni per andare a vincere il Gran Premio d’Italia, costruite da una Ferrari fortissima a Monza in qualifica. Quelle condizioni si vanificano in 30 secondi, il tempo di prendere il via, assistere a Vettel che prova l’esterno su Raikkonen alla prima variante, ha un lieve contatto con Hamilton e, verso la Roggia vede la Mercedes farsi sempre più ingombrante negli specchietti. Alla Roggia c’è il capolavoro di Hamilton, il testacoda di Vettel e la prima pedina ferrarista da portare sul podio chiamata a 53 giri in rimonta.

E va anche bene che la direzione gara manda in pista la Safety Car, senza la quale i secondi di gap sarebbero stati molti di più. Dai meno 17 punti di svantaggio nel mondiale prima di Monza Vettel riparte stasera pensando a Singapore, a una rincorsa che ricomincia dai meno 30 punti. Seb analizza il momento cruciale del Gran Premio d’Italia. Suo e non solo, perché a ragionare di ipotesi e scenari alternativi, un’altra gara avrebbe dovuto correre Kimi Raikkonen, non avesse avuto un Hamilton incollato per 20 giri, fino alla prima, anticipata, sosta ai box.

«Ho provato a passare Kimi in curva 1 ma non è stato possibile, anche in curva 4 ho provato a sinistra ma Kimi ha aperto il freno, non c’era possibilità. Ho provato a restare lì per provare alla curva dopo ma Lewis ha visto uno spazio e io non ho avuto spazio per me e mi sono girato. Ho pensato “grande merda”, la macchina era un po’ distrutta (ha perso il bargeboard sul lato destro della monoposto; ndr), ho provato a fare il massimo per la squadra e per i tifosi, penso che la quarta posizione è buona ma il primo giro non è stato molto buono».

L’attacco perfetto, millimetrico, all’esterno, di Lewis Hamilton è da campionissimo. Si può ragionare sulle mosse che avrebbe potuto compiere Vettel, prendere una posizione diversa in pista dopo il curvone Biassono, proteggendo maggiormente la linea pulita di staccata anziché provare l’interno su Raikkonen. Passato. Vettel approfondisce un primo giro da dimenticare e dice: «Evidentemente non avevo spazio, penso che Lewis non mi abbia lasciato spazio e non avevo altre opzioni, lui ha avuto fortuna io ho avuto sfortuna ho riportato un danno quando mi sono girato e la gara era persa in quel momento. Purtroppo è andata così per noi e tutta la gara è stata compromessa. Poteva andare anche peggio, potevo anche non fare punti, certo ci sono 30 punti adesso di distacco ma si tratta in realtà di una gara, non è un dramma ma è chiaro non renderà la vita più semplice.

La delusione è tanta specialmente per la gente e i tifosi, volevo vincere per loro ma dopo 30 secondi non era più possibile».

Il tema tecnico della domenica di Monza, invece, è legato alla gestione della gomma Soft da parte delle due SF71H. Tanto Vettel che Raikkonen hanno sofferto graining sulla posteriore destra, poi replicatosi sulla posteriore sinistra con Kimi. Vettel ha sfruttato molto la gomma nel recupero dal fondo, Raikkonen si è trovato a correre per diversi giri dietro Bottas: scenari che hanno condizionato la tenuta della gomma.

Il sorriso col quale la Scuderia ha vissuto il Gran Premio d’Italia fino a sabato pomeriggio è stato cancellato da Lewis Hamilton. Adesso, di nuovo testa bassa e lavorare ma, soprattutto, concretizzare la forza della SF71H. Dalla gestione delle tattiche in gara, agli errori di pilotaggio.

«È importante avere la velocità, poi vediamo. Singapore è molto diversa come pista, sono sempre positivo, oggi no ma domani è un nuovo giorno e mi sveglio sempre positivo. Mi dispiace, è stato un casino, ho provato a passare Kimi poi un casino, ho provato tutto dopo il primo giro ma sicuramente sono deluso, da domani pensiamo a Singapore».