Ritrovare Max Verstappen a respirare aria di podio a Monza, con Red Bull, in un Gran Premio d’Italia “normale” non era tra gli scenari contemplabili. Ma di normale, nel primo giro di Monza, c’è poco, così Max approfitta del testacoda di Vettel per prendersi la posizione, lui che partiva quinto in griglia, dietro Bottas. Il resto è un difendersi alla grande da un Valtteri chiamato a far altro, che non correre per sé. Nel primo stint Max regge senza difficoltà a una W09 che pure, sulla carta, avrebbe dovuto sbarazzarsi della RB14 in un amen.

Lo stint lungo di Bottas, impegnato a limitare Raikkonen, lascia Verstappen libero di correre nella terra di nessuno, poi, il confronto finale, con il podio in palio. Ci prova in due occasioni, Bottas, ad attaccare Verstappen. Il primo tentativo si risolve in un lungo alla prima variante di Max che, saltando curva 2, si ritrova anche con un vantaggio. Il secondo episodio è decisamente più controverso: in staccata, ancora alla prima variante, Bottas non ha lo spazio minimo necessario per staccare all'esterno della Red Bull, il contatto prima tra le gomme anteriori, poi con le posteriori, manda la Mercedes nella via di fuga.

Penalità, 5 secondi aggiunti al tempo di gara, che cacciano indietro Verstappen, terzo al traguardo ma quinto in classifica. «Stanno ammazzando le gare», il team radio a caldo di Max, riferito alla decisione dei commissari. Poi, spiega: «Gli ho lasciato una macchina di margine alla mia sinistra, ha pizzicato la mia ruota e ha dovuto andare dritto. Non sono d’accordo.

Forse hanno dato la penalizzazione perché a metà gara, quando ha provato a passarmi la prima volta, sono andato un po’ lungo, forse è per questo ma in ogni caso non è giusto. Penso d’aver lasciato spazio sufficiente a Valtteri perché non dovesse andare lungo. La regola dice che finché lasci all’altro pilota uno spazio equivalente alla larghezza di un macchina è sufficiente. È quel che ho fatto. Quando ho saputo della penalizzazione ero ancor più determinato a mantenere la mia posizione in pista. Ho provato a correre la miglior gara possibile e ho dovuto lottare a fondo per riuscirci, essendo molto più lenti sui rettilinei».

Sfuma il secondo podio consecutivo per Verstappen, su due piste che avrebbero dovuto penalizzare notevolmente Red Bull. Singapore sarà tra le ultime piste molto favorevoli alla RB14, dove ambire a un podio costruito contando sulle proprie forze e diventare, indirettamente, un arbitro del mondiale, dovessero Verstappen e Ricciardo inserirsi tra Ferrari e Mercedes, rubando punti all’uno o all’altro.

GP Italia, il contatto Vettel-Hamilton: foto

«Se guardiamo alle prestazioni della macchina abbiamo fatto davvero un buon lavoro nell’essere così competitivi su questa pista. Non penso avremmo potuto fare meglio e concludere terzi in pista è un bel risultato. Guardando gli aspetti positivi, la macchina è andata molto bene e in termini di passo eravamo competitivi. È un segnale molto positivo essere riusciti a tenere dietro la Mercedes su una pista come questa e speriamo di poter proseguire a Singapore, dove siamo solitamente competitivi», aggiunge Verstappen.

Domenica Red Bull che deve registrare, tuttavia, anche il quarto ritiro negli ultimi sei gran premi per Daniel Ricciardo. Un problema alla frizione ha costretto a parcheggiare dopo la Roggia, con una gran fumata dal retrotreno sin dall’uscita della prima variante. Entrambe le RB14 hanno montato a Monza la power unit Renault evoluzione C.

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